Cerca nel blog

sabato 24 dicembre 2011

Spedizione lettera per Babbo Natale

Ecco qui, spedita.
Qui abbiamo una cassetta della posta, dedicata alle missive destinate a Babbo Natale, molto naturale: un sasso col buco!





 


Adesso, forse, vi starete chiedendo cosa c'era scritto.
In realtà niente di particolare, una breve presentazione personale, il solito discorsetto relativo al fatto di essere stati abbastanza buoni (che secondo me è una cavolata), e poi la richiesta di nuovi colori e libretti da leggere.


In realtà lei non voleva niente. E tutti se ne stupiscono tantissimo. Io avrei anche evitato di far scomodare Babbo, d'altronde ha così tanto da fare...
Però ai grandi sembrava brutto, togliere questo incanto bambinesco, con tutti i suoi conseguenti rituali.
Sarà che non subisce il bombardamento di spot televisivi martellanti che, in questo periodo, ci danno dentro nei canali dedicati ai piccoli.
Sarà che non giriamo per centri commerciali e non leggiamo i volantini pubblicitari, non l'ho messa sulle ginocchia di nessun Babbo Natale. 
Comunque un regalo ci sarà, anzi anche di più perché ci sono anche nonni e zii.


I miei ricordi legati al Natale da piccola legati molto poco alla fede religiosa e molto più "commerciali" e questo è dipeso dalla mia famiglia (cristiani abbastanza atei, direi), nonostante anch'io abbia percorso la strada del cristiano standard dal "battezzo" in poi, ma questa è un'altra storia.


Mi ricordo perfettamente il giorno in cui scoprii che Babbo Natale non sarebbe più venuto a portarmi i regali, il giorno in cui sono passata nelle fila dei "grandi".
In prima elementare, merito della solita compagnetta seienne super emancipata, di quelle sempre con il chewingum in bocca, che il primo giorno, dopo le vacanze di Natale se ne uscì con:
"Ma voi non crederete mica ancora che..."
E io di rientro a casa davanti a mamma e papà:
"Ma è vero che...."
Che delusione davanti a due mezzi sorrisi...
E pensare a quanti sforzi ho fatto per rimanere sveglia per vederlo passare davanti alla porta della mia camera.


Qualche giorno fa ho spiegato a Valentina che tanti anni fa Babbo Natale dalle nostre parti non veniva. Ai nonni faceva visita solo la Befana ma non portava giochi solo noci, mandarini. Ne è rimasta abbastanza meravigliata.


Un'altra cosa, tanto per ridere, a Babbo quella sera prepareremo un pò di latte e i biscotti per ristorarsi. 
Niente vino, ha detto Valentina, perché poi deve guidare la slitta!
Mentre alla Befana si, alla Befana possiamo darglielo.
Quindi se vedrete in giro la Befana un pò brilla, saprete di chi è la colpa!

venerdì 23 dicembre 2011

Buone Festività a tutti!

Un sant'uomo ebbe un giorno da conversare con Dio e gli chiese:
«Signore, mi piacerebbe sapere come sono il Paradiso e l'Inferno»

Dio condusse il sant'uomo verso due porte.


Ne aprì una e gli permise di guardare all'interno.
C'era una grandissima tavola rotonda. Al centro della tavola si
trovava un grandissimo recipiente contenente cibo dal profumo
delizioso.
Il sant' uomo sentì l'acquolina in bocca.

Le persone sedute attorno al tavolo erano magre, dall'aspetto livido
e malato.
Avevano tutti l'aria affamata.
Avevano dei cucchiai dai manici lunghissimi, attaccati alle loro
braccia.
Tutti potevano raggiungere il piatto di cibo e raccoglierne un po', ma
poiché il manico del cucchiaio era più lungo del loro braccio non
potevano accostare il cibo alla bocca.

Il sant'uomo tremò alla vista della loro miseria e delle loro
sofferenze.
Dio disse: "Hai appena visto l'Inferno".

Dio e l'uomo si diressero verso la seconda porta.
Dio l'aprì.
La scena che l'uomo vide era identica alla precedente.
C'era la grande tavola rotonda, il recipiente che gli fece venire
l'acquolina.
Le persone intorno alla tavola avevano anch'esse i cucchiai dai
lunghi manici.

Questa volta, però, erano ben nutrite, felici e conversavano tra di
loro sorridendo.


Il sant'uomo disse a Dio: «Non capisco!»


- E' semplice, - rispose Dio, - essi hanno imparato che il manico del
cucchiaio troppo lungo, non consente di nutrire sé stessi.... ma
permette di nutrire il proprio vicino.
Perciò hanno imparato a nutrirsi gli uni con gli altri!

Quelli dell'altra tavola, invece, non pensano che a loro stessi...
Inferno e Paradiso sono uguali nella struttura...


La differenza, la portiamo dentro di noi!

Mi permetto di aggiungere...
"Sulla terra c'è abbastanza per soddisfare i bisogni di tutti ma non
per soddisfare l'ingordigia di pochi.
I nostri pensieri, per quanto buoni possano essere, sono perle false
fintanto che non vengono trasformati in azioni.
Sii il cambiamento che vuoi vedere avvenire nel mondo".

Mahatma Gandhi.

giovedì 22 dicembre 2011

Un'alternativa alla benzina e al diesel? Eccola!



Vi immaginate il benzinaio che vi fa il pieno di ARIA?
Peccato che, ovviamente, non venga messa a disposizione di tutti e subito.
Perchè crollerebbe il mondo.
Perchè dobbiamo continuare ad avvelenarci lentamente invece che cercare alternative alla sostenibilità.
ecc. ecc. ecc.
Non mi voglio dilungare con cose che sappiamo tutti benissimo e che ogni giorno sentiamo e ripetiamo.
Che ne dite?
Voi non la prendereste subito?
Noi, come primo passo verso la decrescita, si.
Se dovessimo cambiare auto, se fosse in commercio , anche se costasse un pò di più.
Anche se ci facessero pagare l'ARIA più di quando dicono nel video, purché questa spesa si convertisse in qualcosa di positivo.

Il sogno ovviamente sarebbe non dover più usare l'auto perchè è cambiato il nostro modo di vivere.
Utopie?


martedì 20 dicembre 2011

Persegada (o cotognata)

Nel precedente post in cui parlavo di mele cotogne mi si chiedeva se conoscevo qualche altra ricetta da realizzare con questo profumatissimo frutto autunnale.
Eccola qui.

Ricetta.
Lavare le mele cotogne per togliere il caratteristico pelo che le ricopre.
Mettere le mele intere in pentola immerse in acqua fredda e cuocere fino a quando diventano morbide.
Scolare, lasciar raffreddare un pò, sbucciare e togliere il torsolo.
Passare le mele al setaccio per ricavarne la polpa.
Pesare il composto di polpa ottenuto e aggiungere zucchero di pari peso e il succo di un limone ogni mezzo kg di peso.


Versare il tutto in pentola e cuocere a fuoco basso, mescolando spesso con un cucchiaio di legno.
Sarà pronto quando la marmellata si staccherà facilmente dalle pareti della pentola (3/4 d'ora?)


Preparare una teglia piana e larga o più teglie, a seconda della quantità , oppure degli stampini o ancora un ripiano e versateci sopra la cotognata calda  livellandola (altezza 1-2cm a seconda delle preferenze).


Lasciar raffreddare e asciugare anche per diverse ore finché sarà ben asciutta.
Se è stata versata su un ripiana ritagliare secondo la forma desiderata, più semplicemente a quadrotti.
Passare i pezzi nello zucchero semolato.


Se conservate in scatole di latta o vasi, in luogo fresco ed asciutto, queste "caramelle" dureranno a lungo. Magari le possiamo tenere meglio separate con carta oleata.

A me ricordano quelle gelatine marmellatose di frutta di quella nota marca di marmellate. Avete presente?
Sono infatti molto dolci  però sicuramente più sane.
Ideali per la merenda o per soddisfare un improvviso desiderio di qualcosa di dolce?

Curiosità locali:
Nel Veneziano La Cotognata o meglio La Persegada rientra nei dolci tipici che si consumano per la Festività di San Martino. Preparati e decorati in forma di medaglione con l'effige del Santo.

lunedì 19 dicembre 2011

Anche l'albero di Natale decresce!

Eh già! Anche il nostro albero di Natale è in transizione e sta attraversando una fase di decrescita anno per anno.
Palline di plastica né son rimaste forse quattro o cinque perché i primi due Natali di Valentina sono stati fatali, quest'anno sta andando meglio, però è mia intenzione non ricomprarne delle altre.
In alternativa stiamo optando per altri materiali più naturali.
Il nostro preferito, manco a dirlo, è sicuramente la pasta e sale che si ripete anche quest'anno.
Però l'opera questa volta quasi tutta di Valentina!
Appassionata più che mai di questo semplicissimo materiale che si prepara in casa velocemente.
Oltretutto rappresenta una bellissima occasione per imparare a maneggiare attrezzi da cucina, dosare, impastare, tagliare, pazientare...
L'unico inconveniente è che la, sotto ripresa, "capretta" ha preso gusto a mollarci qualche leccatina d troppo, anche quando è colorato!
Vi lascio immaginare....


Si pasticcia e si gioca mescolando elementi diversi

Si impara a portar pazienza 

In casa si possono recuperare stampini , per esempio una tazzina.

giovedì 15 dicembre 2011

Idee regalo dallo scorso Natale: il cristallo di sale

Lo scorso Natale ho preso un piccolo pensiero per mio marito, facendolo rientrare però nelle cose necessarie e utili.
La necessità è scaturita poco tempo prima quando la nostra bimbetta, durante le abitudinarie escursioni in camera nostra, giocando "all'alpinista sul ponte tibetano" sopra i nostri comodini, aveva rotto la lampada abat-jour.


Così ho pensato di prendere una nuova lampada e ho scelto il CRISTALLO DI SALE.

Le lampade sono prodotte con blocchi unici di sale rosa. Si dice che i cristalli di sale, prodotti dal mare e dalla terra, rendono più stabile, più armoniosa e leggera l’energia dell’ambiente.
Il sale cristallino per la sua struttura chimica, a contatto con l’aria, la luce e il calore, emana benefici ioni negativi. Gli ioni negativi neutralizzano quelli positivi emessi da apparecchiature elettroniche come televisori e computer, mantenendo gli ambienti sani.
Accendendo una lampada di cristallo di sale, la quantità di ioni negativi per centimetri cubi aumenta a 1200 dopo 12 ore e vi rimane per altre 12 ore.

Inoltre la luce arancio della lampada, calda e soffusa, ha un effetto molto benefico e rilassante infatti secondo la cromoterapia il colore arancio è rilassante e stimola la gioia di vivere.

Direi che è stato un regalo molto gradito.
Inoltre abbiamo anche riso scherzando con Valentina sul fatto che Babbo Natale avesse portato un SASSO come regalo per il papà!!

Le lampade di sale dell'Himalaya  sono realizzate con il sale ottenuto da lastre che vengono prima di tutto scheggiate, poi intagliate a mano e infine forate per il passaggio del cavo elettrico. L'effetto finale è una lampada che crea una luce bellissima.



Se l'idea vi piace la potete trovare anche sul sito che vi segnalo, ci sono cristalli di diverse misure, questo che vedete nella foto è il più piccolo offerto, ma con un prezzo molto conveniente.
Aggiungo sotto  un buono sconto per i miei lettori valido se prendete anche altri doni fino al raggiungimento dell'importo indicato. 


Lampada di Sale Himalaya con Base in Cedro Piccola (XS)
Misura XS (2 - 3,5 Kg) altezza 16 cm circa
Prezzo € 12,92 (-15%)
Macrolibrarsi.it Sconto Natale

Dati del Buono Sconto
Codice XMAS11PN
Data Validità : fino al 20/12/2011
Validità : valido per tutte le tipologie di prodotti escluso gli eventi
Utilizzo: Per ricevere lo sconto sarà sufficiente fare click nel carrello sulla voce "Attiva un Buono!",
inserire il codice XMAS11PN e premere la voce "Procedi"

domenica 11 dicembre 2011

Infeltriamoci!

Ci siamo concesse un sabato pomeriggio diverso dal solito, io e la mia signorina, abbiamo partecipato con curiosità ad un laboratorio di feltro ad acqua per realizzare un addobbo natalizio con un antico ed ecologico materiale : la lana!!

Il Museo archeologico dell'Alto Vicentino assieme a Woollyflower (Valeria) hanno proposto, nel nostro paese, questa bella attività di lavorazione della lana per ottenere il feltro.

Questo bel laboratorio si svolgerà in due pomeriggi. Durante il primo incontro, che vi sto illustrando, abbiamo imparato, grazie alla grande passione di Valeria, come ottenere in casa un vero e proprio pezzo di tessuto in fibra naturale per poter realizzare "homemade" accessori di vario genere e utilizzo.

Il tutto solo con risorse veramente a km zero: le nostre mani e lana di pecore locali che verrebbe altrimenti buttata via!


Che dire, ci siamo divertite e Valeria ci ha raccontato cose molto interessanti sulla lana, sulle pecore e su come è nata questa sua passione, per ridare un pò di valore a questa materia prima naturale che ha tanto sostenuto le economie locali e che poi è stata dimenticata, sorpassata e sostituita con tanto altro di sintetico, più commerciabile ma soprattutto più adatto ai veloci processi industriali su larga scala.




Come facevano le nostre nonne e bisnonne Valeria recupera lana tosata da pastori, nei nostri dintorni, la lava con acqua piovana per togliere le impurità e lo sporco raccolto dal pelo della pecora durante le sue "trasferte".
Il passaggio successivo è la cardatura che serve per rompere ed allungare le fibre della lana che poi passerà alla filatura.




Nel nostro laboratorio abbiamo appunto utilizzato lana ottenuta fino a questa lavorazione.
Bella, vaporosa, profumata di pecora e ancora con una "dose" di grasso naturale che fa sembrare le mani come quando ci si spalma una crema ammorbidente o il burrocacao.  


Valeria ci raccontava com'è difficile trovare gli attrezzi adatti a lavorare la lana, come quelli che si usavano una volta, anzi quelli che si usavano una volta.
Anche attraverso annunci non è riuscita a recuperare granché. Tante persone infatti, si sono disfatte di simili oggetti rimasti per anni e anni nelle soffitte.
Ma la nostra insegnante si è ingegnata costruendosi da sé due belle spazzole per "cardare" con legno e spazzole per cane a pelo lungo!



Due orette sono trascorse serenamente a "impastare" con le mani la nostra porzione di lana, bagnata dapprima con acqua fredda e sapone di marsiglia e poi con acqua calda per innescare il processo di infeltrimento. 
Pressata, sfregata, battuta pian piano si è trasformata in un pannello di tessuto lanoso che, una volta asciutto, potrà essere ritagliato, sagomato e cucito a nostro piacimento.




Poi abbiamo realizzato un pò di palline con lana colorata, con lo stesso procedimento, che serviranno per addobbare il nostro alberello di feltro, nel prossimo incontro, e un pò ne abbiamo portata a casa per farne delle altre.

Che dire, Valentina pur avendo solo poco più di tre anni si è divertita, con acqua e sapone, vi lascio immaginare che spasso...
Valeria ha anche messo a disposizione alcune palline di lana infeltrita colorate per giocare.
E, un pò, si è intrattenuta facendo scoppiare le bollicine del telo di plastica che ricopriva il tavolo... 
Però anche lei ha realizzato il suo piccolo pannello di feltro (vedi sotto) che abbiamo portato a casa ad asciugare.


Ringraziamo Valeria e chi ha reso possibile questa bella iniziativa.
E buonissimi il dolce e il tè offerti prima di salutarci, abbiamo gradito molto.
A sabato!


mercoledì 7 dicembre 2011

Altre decorazioni di natale eco-facili-veloci e riciclose..

Rieccomi con altre idee trovate, piccoli suggerimenti per gli addobbi del periodo natalizio.
Non a caso ho cercato qualcosa che fosse fatto con materiali possibilmente dalla natura e dai colori naturali.
Ci sono cose veramente carine che si possono realizzare senza utilizzare troppe vernici, colle o spray vari e ottenere ugualmente un effetto bellissimo.

Un alberello con pezzi di legno che si possono trovare per terra nel bosco.

Oppure potremo ricavare delle sagome natalizie da pezzi di corteccia, sacchettini da avanzi di stoffa.

Un fascio di rametti attorcigliati, ancora freschi, per ricavare ghirlande o un bel cuore.

Segnaposti fatti con pigne e pignette abbellite con un pò di fantasia.

Avete visto che carini gli arachidi trasformati in piccoli Babbo Natale: belli da fare con i bimbi! E poi, finite le feste si possono anche mangiare!

Se non vogliamo spendere per palline plasticose perchè non abbobbare le mollette per il bucato? Con un pò di colla o scotch ci possiamo appiccicare delle sagomette natalizie in cartoncino colorato e riciclato e via a pinzarle sull'albero!





Source: google.it via Denise on Pinterest








Source: google.it via Denise on Pinterest                                                                                        

                                                                           

Source: google.it via Denise on Pinterest                                                                                                              
Source: google.it via Denise on Pinterest                                                                                                 
Source: google.it via Denise on Pinterest                                                                                                                 
                                                                                                                                     
Source: google.it via Denise on Pinterest                                                                                                        
                                                                             
Source: google.it via Denise on Pinterest                                                                                                 
Source: google.it via Denise on Pinterest

giovedì 1 dicembre 2011

Decorazioni di natale eco-facili-veloci e riciclose

Ecco alcune idee da cui prendere spunto.
Quello che cercavo era appunto qualche ideuzza per utilizzare materiali naturali, che potremmo raccogliere durante una passeggiata, e per riciclare stoffe, nastrini, cordoncini, perline e quant'altro in giro per casa.

Inoltre, visto che tanto tempo proprio non ho (mannaggia!) anche la semplicità della realizzazione non mi dispiace affatto!
Un pò di colla, qualche nodo e il gioco è fatto!




Source: google.com via Denise on Pinterest




















             

             


martedì 29 novembre 2011

Riciclare vasetti di vetro

Sono sempre alla ricerca di idee per riciclare vasetti di vetro. A casa ne abbiamo sempre in gran quantità, nel formato da  1kg, perché abitualmente ci riforniamo di miele da un signore che lo produce in casa amatorialmente.

Per Halloween ho realizzato delle lanternine con colla e carta di riso riproducenti la zucca e un fantasmino, poi li utilizzo per conservare il riso e la pasta, invece di tenerle nei sacchetti, e quantaltro necessiti di essere riposto ben chiuso (tisane, farine, biscotti, sale ecc.ecc)
In questi giorni stavo pensando qualche addoddo di natale con i coperchietti...

Intanto beccatevi questa bellissima idea qui sotto.
Oltre a piantine ornamentali, io pensavo alle aromatiche in cucina...
Poi con tavole di recupero e il resto facilmente reperibile mi sembra un'idea davvero semplice, utile ma d'effetto! Si, è proprio il mio genere!
E voi che ne dite?










Source: re-nest.com via Elaine on Pinterest

giovedì 24 novembre 2011

Confetture o Marmellate?

Comunemente definiamo come marmellata una preparazione semisolida prodotta dalla cottura più o meno lunga di frutta tagliata a pezzetti assieme a zucchero.
Ho letto però che, nel 1982, una direttiva comunitaria ha stabilito che solo composti ottenuti dagli agrumi possono essere venduti nell'Unione Europea con il termine "marmellata" mentre tutti gli altri vanno chiamati "confetture".
Poi ci sono anche le gelatine ottenute però dal solo succo della frutta e le composte che si distinguono dalle marmellate e dalle confetture per la maggior quantità di frutta rispetto allo zucchero (per legge superiore al 65%)

Ma torniamo a marmellate e confetture che, in sintesi, ho capito essere la stessa cosa e si ottengono dallo stesso procedimento, solo che qualcuno ha stabilito che marmellata è solo quella di agrumi.

Di base, si taglia a pezzetti la frutta e si mette in cottura con lo zucchero, finché diventa cremosa, ovviamente con le dovute accortezze che non si attacchi, che il calore non sia troppo forte.
Quindi viene messa in vasetti di vetro ancora bollente, tappati, capovolti, avvolti in un panno e lasciati raffreddare a temperatura ambiente. Questo procedimento creerà il sottovuoto per la conservazione evitando la formazione di muffe ed è un procedimento che, di per sé, sterilizza.
Meglio ancora è effettuare la sterilizzazione preventiva dei vasetti e coperchietti per almeno 5 minuti in acqua in ebollizione.
Si consuma, se riuscite ad aspettare (noi no) dopo qualche tempo.

In commercio esiste la pectina che aggiunta in cottura riduce i tempi di cottura perché velocizza l'addensamento: è come una colla naturale.
La pectina, ho letto, è un eteropolisaccaride, senza scendere nei particolare della chimica in sintesi essa è presente naturalmente nella frutta e svolge un effetto collante tra le molecole donando la croccantezza all'ortaggio. E' presente in quantità diversa nei vari frutti, mele e pere ne contengono di più.
Con l'avanzare della maturità perde il suo effetto.


Curiosità storiche
"Marmellata" deriva dal portoghese marmelo che significa mela cotogna (dal greco μελίμηλον "mela di miele")
Prima dell'avvento dello zucchero l'addensamento avveniva in cottura lenta solo per effetto della pectina. Non veniva usato nemmeno miele per dolcificare perché non era di uso comune.

Il termine "mela di miele" quindi, dato dai greci, deriva dal fatto che la mela cotogna in cottura si trasforma da frutto immangiabile, duro, dal gusto acerbo tramite la trasformazione degli zuccheri in qualcosa di dolce e dal profumo spiccato di miele.


Personalmente io la chiamo sempre marmellata, non so, la parola confettura mi lascia un sapore di ... industriale.


E voi? Cosa mi raccontate? Fate marmellate? Conserve di pomodoro? Altri pasticci?




 Scrivo qui un promemoria, che serve più a me per ricordare e confrontare con le prossime stagioni, le preparazioni casalighe sono riuscita a fare finora:


Marmellata di mele alle erbe aromatiche 2 Kg ( 8 vasetti da 250gr )


Marmellata di mele cotogne 2 Kg ( 8 vasetti da 250gr )


 Marmellata di pere 1,5 Kg ( 6 vasetti da 250gr )


Passata di pomodoro ( 8-10 vasetti da 250gr )

martedì 22 novembre 2011

Lavori autunnali nell'orto

Queste immagini s riferiscono circa ad una ventina di giorni fa.
Ora l'orto è un pò "a riposo" perciò dovrei sistemarlo e preparare il terreno per le prossime colture ma il tempo che ho a disposizione è davvero poco e, per me, si riduce ai fine settimana.
Però non mi scoraggio e quindi "si fa quel che si può".

Quel giorno, qui sotto, ho sistemato l'aiuola in cui, questa estate, abbiamo coltivato 7 piante di zucchini.
Ho estirpato le piante e tolto i tutori che le hanno sostenute e ripulito dalla maggior parte  delle infestanti più invadenti.
Il materiale diciamo "di scarto" accantonato per creare nuovo compost di cui vi parlerò prossimamente.

Qui sotto vedete delle piante di finocchio che avevo lasciato, deliberatamente, andare a fiore con l'intento di favorire il richiamo e la presenza di insetti utili (es. sirfidi).



Successivamente ho smosso ed arieggiato il terreno dell'aiuola con la forca foraterra senza rivoltare le zolle.
A differenza di altri punti dell'orto, privi di pacciamatura coprente, qui la terra era mordibissima quindi non è stato un lavoro particolarmente difficile percorrere questa striscia di 5-6 metri X 1,5ca.

 


Ho portato abbondante compost all'aiuola, tante cariole quante ne son bastate per coprirne tutta la superficie.


E poi l'ho ben distribuito con l'aiuto di un rastrello e ripacciamato con nuovo materiale (erba secca sfalciata in Agosto).

Pronta per nuove semine e trapianti!


E' la prima volta che eseguo tali operazioni, per me è tutto nuovo, tutto uno sperimentare.
Mi dibatto fra scetticismo e convinzioni personali  e di chi mi sta attorno.
Intanto io mi diverto, quello che faccio mi piace e spero che mi dia buoni frutti.
Se avete consigli da darmi oppure critiche, se commetto qualche errore, per favore, ogni commento è ben accetto se serve a migliorare!


Un consiglio di lettura, questo libretto semplice e chiaro:

Le consociazioni nell'orto
Mario Howard
More about Le consociazioni nell'orto. Un metodo per coltivare secondo natura
Ottimo e semplice  per chi vuole iniziare a coltivare biologicamente. Passo passo le indicazioni dell'autore, da esperienza personale, per preparare il nostro orto sinergico. Con ben 12 consociazioni di ortaggi suggerite per le nostre aiuole.


venerdì 18 novembre 2011

A far legna

Anche quest'anno, come lo scorso, dedico un post al taglio del bosco.
Finalmente la scorsa domenica, dopo che figlio e padre sono già all'opera da un pò, sono riuscita ad andare anch'io a dare un piccolo aiuto, almeno  per portare a casa dal bosco legname che poi andrà fatto a pezzi e messo a stagionare. 

Nonno Urbano al lavoro

Cura e manutenzione degli attezzi fondamentali

Eccomi qui sotto, a bordo del carro, che ci porterà al bosco. Nonostante i sobbalzi e le botte nel sedere sono riuscita a fare qualche foto decente.



E dopo aver fatto un bel carico si ritorna.


Che dire, è un lavoro duro non si può negare.
Si, la legna ti scalda tante volte non solo quando la bruci, anche quando la tagli, la raccogli, la spacchi e la riponi fino all'utilizzo.
Ci vuole una buona dose di forza, volontà ma soprattutto passione.
Credere fortemente che ne valga, per davvero, la pena per tutta una serie di motivi che dovrebbero superare i lati negativi.
Ma anche amore e rispetto per la Natura.
Curare e mantenere un bosco con criterio e buone regole significa dar modo che si possa rigenerare, prendere ciò che serve ma permettere che del nuovo rinasca da sotto.
Dopo il taglio si vede il cielo, entra nuova luce e riparte nuova vita.

Non so se mi sono spiegata, non sono una boscaiola e tantomeno esperta.
Questo è quanto credo di aver recepito.



E poi scaldarsi, cucinare, avere acqua calda col fuoco, per chi ne ha la possibilità, è buona cosa, forse anche più sana, una fonte di sostentamento rinnovabile. Spero di poterlo presto fare in una nuova casa .

Certamente è una cosa piacevolissima: farsi cullare dal fuoco di un caminetto, perdersi a guardare il giochi della fiamma, ascoltare gli scopiettii della legna che arde , di certo il termosifone non gratifica tanto!

Cosa ne pensate?



Translate

Post piu letti nell'ultima settimana

Qualche post dal passato...