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martedì 22 marzo 2011

Elogio del camminare

" Da bambini impariamo a conoscere un luogo ed a visualizzare le relazioni spaziali, camminando e immaginando. Il luogo e la dimensione dello spazio si devono misurare con il nostro corpo e le nostre capacità.
Un miglio era in origine una misura dei Romani corrispondente a mille passi. Viaggiare in automobile e in aereo non insegna qualcosa che si possa tradurre in percezione dello spazio. Sapere che ci vogliono sei mesi di cammino veloce ma tranquillo, per tutto il giorno e ogni giorno per attraversare Turtle Island/Nord America ci dà qualche idea della distanza.
I cinesi parlavano delle quattro dignità: Stare in piedi, Stare sdraiati, Stare seduti e Camminare. Sono dignità nel senso che sono un modo di essere completamente se stessi, di sentirsi a casa nel proprio corpo, nei suoi aspetti fondamentali."

Questo passo del libro "La pratica del Selvatico" di Gary Snyder" mi porta ad un passato non troppo lontano, quando per me e mio marito, camminare, anzi fare lunghe (ed anche faticose) camminate in montagna, era il nostro "pane week-endiano". Sempre su per i monti.
In cerca di silenzio e pace.
Le nostre mete prevedevano, in genere, luoghi poco frequentati, sentieri dove non si potesse incontrare folle di escursionisti rumorosi ma piuttosto qualche animale selvatico.
Si saliva, un po' chiaccherando e un pò in silenzio, al ritmo dei nostri respiri e dei nostri passi.
Giunti sulla cima ci aspettava un  magnifico panorama, qualche minuto per riprendere fiato, un veloce cambio d'abiti sudati, un panino e un po' di relax sdraiati sull'erba o seduti su un sasso e poi giù di nuovo, con calma.

Ogni Sabato la domanda era  la classica: "Domani dove andiamo?"
Ma la meta non era poi importantissima ma piuttosto ciò che donava il suo raggiungimento fisicamente e mentalmente.

Camminare fa bene: è una rilevante forma di attività motoria che non richiede particolari impegni economici, tempistici o altro.

Con l'arrivo della nostra piccola Valentina le nostre scarpinate si sono trasformate in passeggiate più "soft" .
Dotati di zaino portabimbi non abbiamo mai rinunciato a starcene fuori all'aria aperta, anche con il freddo, anche sorpresi dal vento.
 Adesso lei è diventata un po' troppo pesante da "portare" però cammina volentieri, specie se è motivata dal raggiungere qualcosa di interessante oppure se ci raccontiamo storielle strada facendo.



Nei monti e nelle campagne ci sono tantissimi sentieri cosidetti "facili"  in cui l'impegno che occorre è, molto spesso, più morale che fisico.
 Fare escursionismo anche con i bambini più piccoli significa inoltre educare, anche attraverso il gioco, a conoscere i propri limiti, ad avere rispetto per l'ambiente, per i sentieri, conoscerne i pericoli per saperli evitare, quindi essere prudenti.

Ammirare e studiare il paesaggio e la natura in diverse situazioni e stagioni.

Un'ottima occasione per conoscere specie botaniche e, perché no, fare degli incontri con la fauna locale senza disturbarne la quiete e selvaticità.

 Con i bambini ovviamente ci sono alcune considerazioni da fare prima di trascorrere una giornata escursionistica:
- la valutazione delle condizioni metereologiche
- l'abbigliamento
- le scorte di cibo e acqua
- la scelta del percorso in base alla difficoltà
 Detto questo, la primavera si sta avvicinando e quindi quale occasione migliore per programmare una bella passeggiata?
Verso l'estate gli alpeggi riprendono vita e in molte zone collinari e montane ci sono malghe, che producono e vendono del buon formaggio, che offrono anche una casalinga ristorazione agli "escursionisti della domenica".
In campagna e perchè no anche in zone vicino al mare, ci sono fattorie ed agriturismi immersi nella natura.

In questi luoghi possiamo trovare un punto di appoggio per i bimbi durante i nostri percorsi.

Un occasione per vedere da vicino animali al pascolo, per imparare, ad esempio, come si fa il formaggio e fare una bella passeggiata! 

Allora: Buon cammino a tutti!!

2 commenti:

  1. Che bel post, hai proprio ragione! Camminando non facciamo bene solo a noi ma anche alla natura.
    Posso aggiungere un altro particolare al quale magari stare attenti: se si é allergici ad alcuni fiori magari conviene, in periodo di fioritura, non scegliere di andare lí. Ci é successo una volta con Sandro che verso maggio ha qualche problema con qualche pianta che fiorisce, dopo pochi passi abbiamo dovuto fare marcia indietro ;)
    Buona primavera e buon cammino!

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  2. Quando ero ragazzina, il mio primo fidanzatino era un'amante delle camminate in prevalenza in montagna e così per stare con lui mi sono avvicinata anche io a questa sua passione. Ricordo il Giro del Monviso con orgoglio: io, antisport per eccellenza ero riuscita a scarpinare per così tanti chilometri senza lamentarmi poi così tanto! Poi tra il lavoro che mi impegnava tantissimo, poi il matrimonio (non con quel fidanzato che invece si sposa tra un mese e che ricordo con infinito affetto!) e i bambini le camminate in montagna si sono diradate così tanto da farmi perdere l'allenamento e la voglia di andare...però hai ragione, camminare a contatto con la natura ti insegna tante cose, prime fra tutte che la natura va rispettata e non contaminata. ti insegna ad entrare in contatto con una sensazione di pace inesprimibile...
    Grazie per questo post...mi ha fatto ricordare un momento della mia vita molto bello...

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