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domenica 28 agosto 2011

Pasta all'uovo con l'antico torchio

Durante i giorni di vacanza di Agosto (ormai finita uff!!) abbiamo mangiato per due volte pasta fresca fatta in casa: nonno e nonna hanno pulito e rimesso in funzione il vecchio torchio in legno utilizzato dalla bis-nonna Irma.

Così Valentina ha assistito e partecipato alla preparazione della pasta come si faceva una volta.

Questo torchio fu costruito a misura per questa tavola di cucina che infatti porta i segni del suo utilizzo abitudinario.
Il nonno ci ha raccontato che ha cominciato a torchiare la pasta fatta in casa a undici anni sedendosi sopra proprio come si vede in queste foto.


Il torchio possiede piastre in ottone con diverse forature per ottenere diversi tipi di pasta: bigoli, tagliatelle, cannelloni, gargati, tagliolini...


La pasta si inserisce da sopra, si avvita il torchio e da sotto esce la pasta.


Si passa la pasta in un po’ di farina gialla perché non si appiccichi e si stende ad asciugare per qualche tempo.
La ricetta della pasta è la semplicissima due uova fresca a testa, farina e acqua.
Un piatto sano, fatto in casa, in famiglia attorno al fulcro, il cuore della casa che è la tavola e la cucina, come una volta e come dovrebbe essere anche oggi.
L'incontro di generazioni diverse in uno stesso prezioso momento di convivialità.

Mi dispiace non ho fotografato i piatti dei gargati pronti conditi con ragù, ero troppo occupata a gustarmeli...

6 commenti:

  1. Bellissimo!!!Anch'io ho la vecchia macchina a manovella per fare le tagliatelle in casa (quella che adesso qualcuno chiama la "nonna Papera", per intenderci) che mia madre ha comprato prima che io nascessi(quindi più di 40 anni fa!) e che aveva "vinto" con le figurine della Miralanza...Tu te lo ricordi???o sei troppo giovane?!?
    Bèh, capisco tutta la tua emozione e la pasta con questi aggeggi manuali, secondo me, è molto più buona, perchè ha la nostra energia completa, senza interferenze elettromagnetiche...
    Un abbraccio
    Silvia

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  2. E' divertente cucinare insieme..che poesia in questo torchio!
    Noi usiamo la nonna papera e ci accontentiamo: ma è tutta un'altra storia tornare indietro nel tempo in questo modo!

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  3. Che momenti preziosi!
    E' forte la trama che lega vecchio e nuovo, scoperta e saggezza..

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  4. @ Silvia: si, si sono passata anche io per la fase "figurine Miralanza" !!! Mi rimane impresso il loro profumo e la loro consistenza al tatto! Che forte!

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  5. Bello!!!!
    Io ho la macchina per la pasta manuale che era dei bisnonni di mio figlio. Ma recentemente ho acquistato un piccolo torchio indiano (serve per alcune ricette tipiche con la farina di ceci) che mi sembra del tutto simile al tuo! Però è piccolo e non si fissa ad un tavolo, ma si tiene con una mano e si gira la manovella con l'altra: forse non si fa abbastanza forza per la pasta? Proverò...
    Belle foto! :-)

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  6. @mammafelice: si infatti ci vuole un pò di forza, inoltre l'impasto dovrebbe cambiare consistenza in base alla fragilità del tipo di pasta che desideriamo realizzare, altrimenti si affloscia, si crepa o si appiccica, si chiude il buchino, ecc., dipende. :-))

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