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martedì 29 marzo 2011

Potty training - Allenamento al vasino



Oggi vi racconto la mia esperienza con lo "svezzamento" dal pannolino di Valentina.

Durante la gravidanza (ormai quasi 3 anni fa) ho acquistato un kit completo di pannolini lavabili ed ero veramente intenzionata e convinta ad usarli.
Poi, un pò per panico,un pò per inesperienza, un pò perchè ti giudicano pazza, ho ceduto alla comodità dei pannolini usa e getta.
Ero convinta: avrei imparato ad usarli e anche gli altri ( perchè non è solo la mamma che cambia i pupi!) mi avrebbero seguita.
Avevo tutto pronto e organizzatissimo: il kit completo mi permetteva di avere sempre il cambio pulito pronto, le taglie regolabili in base alla crescita.
Avevo acquistato anche un cestone doppio scomparto per mettere i lavabili sporchi da un lato, gli usa e getta ,al bisogno, dall'altro lato.
Oggi sinceramente sono pentita di non aver insistito almeno per un uso part-time.

venerdì 25 marzo 2011

Nell'orto tutti assieme!

Quest'anno abbiamo realizzato un piccolo impianto di irrigazione per le nostre coltivazioni.
Avendo acqua disponibile nelle vicinanze sarebbe stato un peccato non attingervi.
Seguendo le indicazioni per realizzare il nostro orto sinergico abbiamo poggiato dei tubi in polietilene (diam.16) sulle nostre aiuole a circuito chiuso.

martedì 22 marzo 2011

Elogio del camminare

" Da bambini impariamo a conoscere un luogo ed a visualizzare le relazioni spaziali, camminando e immaginando. Il luogo e la dimensione dello spazio si devono misurare con il nostro corpo e le nostre capacità.
Un miglio era in origine una misura dei Romani corrispondente a mille passi. Viaggiare in automobile e in aereo non insegna qualcosa che si possa tradurre in percezione dello spazio. Sapere che ci vogliono sei mesi di cammino veloce ma tranquillo, per tutto il giorno e ogni giorno per attraversare Turtle Island/Nord America ci dà qualche idea della distanza.
I cinesi parlavano delle quattro dignità: Stare in piedi, Stare sdraiati, Stare seduti e Camminare. Sono dignità nel senso che sono un modo di essere completamente se stessi, di sentirsi a casa nel proprio corpo, nei suoi aspetti fondamentali."

Questo passo del libro "La pratica del Selvatico" di Gary Snyder" ha portato la mia mentre a sensazioni di un passato non troppo lontano, quando per me e mio marito, camminare, anzi fare lunghe (ed anche faticose) camminate in montagna, era il nostro "pane week-endiano". Sempre su per i monti.
In cerca di silenzio e pace.

mercoledì 16 marzo 2011

Nuovi impianti: frutti rossi

Quest'anno abbiamo deciso di mettere a dimora qualche piantina di frutti rossiLa scelta è caduta sul Ribes rosso, Ribes nero e Uva spina rossa. Dovevamo porre un freno alle continue razzie di Valentina all'orto del vicino sprovvisto delle reti di protezione anti-bambini golosi e famelici!! Scherzi a parte questi piccoli frutti piacciono tanto anche alla sottoscritta. Di questi piccoli frutticini sono ben note le loro proprietà benefiche:  ricchi di vitamina A, tipica di ortaggi e frutta di colore rosso,  vitamina C ed una fonte di naturale di antiossidanti.

mercoledì 9 marzo 2011

La potatura secondo Fukuoka

 "L'arte della potatura degli alberi da frutto è la pratica più avanzata nella frutticoltura e si dice che evidenzi la differenza fra un buon coltivatore e uno incapace".


Così iniziano le argomentazioni di Masanobu Fukuoka contro la potatura.


Un contadino che per cinquant'anni anni ha vagato alla ricerca della natura, alla ricerca di un metodo di coltivazione in armonia con la natura.
Fondamentalmente la potatura degli alberi da frutto viene eseguita per dare forma ed equilibrare la crescita dell'albero e dei frutti.
Si pota per aumentare il rendimento e la qualità dei frutti, per facilitare le operazioni di gestione del terreno del frutteto.
Fukuoka si è chiesto semplicemente se la potatura fosse realmente necessaria in frutticoltura, soprattutto nel caso fossero tolte tutte quelle pratiche di gestione del terreno: aratura, sarchiatura, fertilizzazione ecc.
Per anni ha sperimentato ed osservato il frutteto.


venerdì 4 marzo 2011

Easy Silence - Una dedica a tutti



Per chi ha avuto una settimana molto difficile, assordante,
per chi ha bisogno di rallentare
e di ritrovare un pò di pace, di serenità,
di silenzio o dolci suoni.
Pachamama vi augura un buon fine settimana!

giovedì 3 marzo 2011

Costume da fatina - folletto del bosco - Trilli

Mi son detta: "dai che ci provo! Vediamo cosa ne esce".
Per i veri inesperti, come me, il pannolenci è senz'altro il materiale ideale da usare.

Primo passo: il gonnellino.
Fare un semplice gonnellino già dotato di punte mi sembrava troppo poco, troppo leggero per la stagione ancora freddina.
Ho preso le misure da un gonnellino estivo perchè la modella in carne e ossa, destinataria dell'abito, non era dell'umore adatto per stare ferma 5 minuti!

Su un rettangolo di stoffa, circa della giusta corconferenza, anzi meglio stare un pò abbondanti così al massimo tagliamo l'eccesso, facciamo un bell'orlo nella parte inferiore di cira 1cm, mentre in quella che sarà la parte superiore (la vita) faremo un orlo un pò più alto per farci passare una fettuccia elastica.
Chiudiamo il rettangolo, passiamo l'elastico, saldiamo il tutto e voilà il semplice gonnellino è fatto.

Prendiamo un altro rettangolo di pannolenci, un pò più alto rispetto al precedente in modo che le frange escano dal gonnellino sottostante.
Lo chiudiamo a "fisarmonica" e sagomiamo con la forbice delle frange a nostro piacimento.
All'apertura della "fisarmonica"risulteranno come sopra.

Ricaviamo dal nostro tessuto una striscia circa alta 10cm per realizzare una specie di cintura per rifinire il bordi superione del "copri gonnellino"
Ho ricavato delle semplici pences piegando un pò il tessuto per dare un leggero movimento altrimenti risultava tutto troppo piatto.
Due belle passate di macchina da cucire a circa 1cm da bordo e via.

Davanti:
Dietro:
Si indossa sopra tipo grembiule e qui ci ho messo un "bottone" rotondo adesivo di velcro.

Ed ora le ali!
Prendiamo del filo di ferro abbastanza grosso da non deformarsi eccessivamente una volta sagomato.
Diamo la forma che più ci piace alle ali e poi fermiamo con del nastro isolamente così non rimangono punte pericolose sporgenti.
Aiutiamoci con una pinza.


Procuriamoci dei collant coloranti,
se noi non ne abbiamo sicuramente qualche amica ne avrà nel cassetto qualcuno di rovinato (grazie Francy!).
Infiliamo la sagoma nella calza come meglio ci riesce tagliando la calza in eccesso.
Io ho utilizzato solo le "gambe"
e cucito alla buona l'apertura della calza verso il centro, chiudendo come un sacchetto vicino a dove ho fissato con il nastro isolante.
Poi ho coperto la parte "brutta da vedere" con un pezzo di pannolenci sagomanto a piacere.




Servono poi 2 bretelle elastiche a misura. L'elastico è inserito in una striscia di pannolenci cucita doppia, a macchina.
Ho applicato con ago e filo le bretelle.
Ho cercato di incorporare nella cucitura anche il filo di ferro per rendere più resistente la bretella, tentando di rendere meno visibile possibile la cucitura sul diritto dell'ala .
Pe ovviare all'inestetismo pensavo di coprire sul davanti con un campanellino per parte. 
Mentre nella parte inferiore non c'è problema perchè la cucitura è nascosta.




Ho realizzato delle semplici copri-scarpe sagomando la misura dalle scarpe che porta Valentina.
Una cucitura veloce davanti e una dietro.
Ho passato la fettuccia elastica nell'orlo inferiore sotto così non scappano.
Abbellite poi con un pon-pon.


Un pò di brillantini in viso, una maglia abbinata ed ecco la mia follettina!

All'improvviso un bagliore ci accieca, ecco il folletto ha spiccato il volo
e se n'è tornato alla sua casetta, là nel verde bosco, dentro quel grosso, vecchio e rugoso albero in mezzo alla radura.
Assieme a tutti i suoi amici folletti e animaletti a cantare e ballare alla luce di lanternine fatte di corolle di fiori profumati.

Che fantasia vero?















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