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martedì 30 agosto 2011

Il ginepro

Il Ginepro è un arbusto cespuglioso che può raggiungere l’altezza di 3 metri.
Ha foglie aghiformi e pungenti. Da qui il detto " ti sei ficcato in un ginepraio".

 I frutti piccole bacche color nero bluastro sono portati dalla pianta femmina. Si insedia nei pascoli abbandonati e aridi. E’ diffuso dalle basse pendici fino ai 1400 m oltre i quali viene sostituito dal Ginepro nano.

lunedì 29 agosto 2011

Raccolto di patate

Quest’anno il raccolto delle patate coltivate dal nonno è stato molto buono, mi è parso soddisfatto del risultato.
La semina è avvenuta il 3 Aprile: 10 Kg di tipo "Bintje" e 10 Kg  di tipo "Spunta" entrambe a pasta gialla.
La raccolta il 9 Agosto.
13 cassette. Ovviamente per il nostro consumo familiare sono troppe, pur essendo i nonni forti consumatori.
Il nonno ha provato a coltivarle in modo diverso.
Mi spiego...

domenica 28 agosto 2011

Pasta all'uovo con l'antico torchio

Durante i giorni di vacanza di Agosto (ormai finita uff!!) abbiamo mangiato per due volte pasta fresca fatta in casa: nonno e nonna hanno pulito e rimesso in funzione il vecchio torchio in legno utilizzato dalla bis-nonna Irma.

sabato 27 agosto 2011

In malga

Ogni estate, durante le nostre passeggiate, ci fermiamo, sicuramente, almeno in una malga, dove è prodotto  formaggio.
E’ un’ottima occasione, soprattutto per i bimbi, per vedere animali diciamo “da fattoria” da vicino anzi è un’occasione imperdibile per poterli avvicinare proprio tantissimo, tanto da poterli toccare, “odorare” e imparare tante cose sulla loro gestione e cura.


La cosa più interessante cui potremo assistere potrebbe esse la mungitura di capre o mucche e la trasformazione del latte in buon formaggio, che ovviamente ci porteremo a casa.

Formaggio dall'inconfondibile profumo e sapor di malga, che però non tutti apprezzano.
Abbiamo accarezzato piccole e tenerissime caprette che venivano a leccarci le mani, abbiamo assistito alla produzione del formaggio, visto grossi maiali nel loro porcile, galline ruspanti e libere nel prato.
Imparato nomi di diverse razze di vacche da latte o da carne, visitato una stalla con nove piccole vitelle da latte provenienti dalla Germania.


Scambiando due parole con il gestore della malga abbiamo avuto la conferma di quanto sia difficile questo lavoro soprattutto per lo scarso guadagno e i grossi oneri per portare avanti un’attività poco o nulla valorizzata anche se, così importante, per il mantenimento delle zone montane e dei pascoli e fornitrice di alimenti sani, da animali godenti di buona salute e che vivono all'aperto.


Spesso queste persone provengono da fuori provincia ed occupano malghe molto spartane, seppur rese accoglienti, prive di acqua corrente, elettricità, per l’intera stagione estiva.

venerdì 26 agosto 2011

Cucire un zainetto per l'asilo


Un semplicissimo zainetto realizzato in feltro color fuxia-viola per il primo giorno di asilo. Dentro ci stanno comodamente due bavaglini e due asciugamani piccoli e sicuramente anche qualcosina che faccia compagnia nei momenti di malinconia lontano da mamma e papà.
Realizzarlo è facile basta tagliare il feltro in misura che ci possa permettere di dare una forma a busta, della grandezza desiderata.
Cucire i due fianchi a punto festone avanzando, in alto, quanto basta per la patta, che io ho arrotondato.
Sul davanti applicare un bottone comodo da aprire e chiudere. Io ho utilizzato un grande bottone di legno fatto da "Paparino" e, invece di una scomoda asola, ho cucito un cordoncino da passare attorno al bottone.

Per le bretelle due strisce di feltro, regolabili da due fibbiette riciclate da un mio vecchio paio di infradito rotte. I fori per le bretelle si realizzano facilmente scaldando un grosso ago da lana con la fiammella di un accendino.
Un comodo manico in alto per il traporto “a mano”.
Ho abbellito con dei fiorellini e delle perline in legno (tipo da collana), leggeri e colorati, utili anche per nascondere le cuciture inestetiche.
Un piccolo campanellino nel fiore della patta.
Rifinito a piacere i bordi a punto festone.

giovedì 25 agosto 2011

Biscotti con farina di riso

Finalmente una ricetta per biscotti che mi riesce bene! 
 Intanto ve ne offro un assaggio virtuale mentre  sotto vi lascio la ricetta semplice e di facile realizzazione.


I biscotti risultano soffici, delicati, dolci ma non troppo e “sembrano” molto leggeri.
Insomma uno tira l’altro.
Ingredienti:
150 gr di farina di riso
200gr di farina per dolci
150 gr di burro
150 gr di zucchero semolato
1 uovo
1 dl di latte
1 bustina di lievito per dolci
Sale q.b.
 Fate ammorbidire il burro a temperatura ambiente, tagliatelo a pezzetti e lavoratelo con lo zucchero, unite l’uovo, il sale (il solito pizzico), la farina di riso e la farina per dolci.
Lavorate gli ingredienti fino a ottenere un impasto omogeneo.
Aggiungete al composto il latte, versato a filo, continuate a lavorare fino ad ottenere un impasto morbido, infine incorporate il lievito.
Mettete l’impasto ottenuto in una tasca da pasticcere con bocchetta liscia.
Su una placca distribuite piccole quantità d’impasto di circa 3CM di diametro, ben distanziate tra loro e appiattitele leggermente con il palmo della mano.
Fate cuocere in forno preriscaldato a 180° per 20 minuti.
Note personali:
non avevo a disposizione farina “normale” per dolci quindi ho usato farina integrale, 
 non ho una tasca da pasticcere quindi ho depositato sulla placca l’impasto come se stessi facendo gli gnocchi “al cucchiaio”.
L’uovo era freschissimo, di quelli che ne che chiedi in vendita un paio alla nonnina vicina di casa, che ha le galline, la quale il giorno successivo ti arriva con la scatola di cartone da 12 uova in regalo perché ne ha troppe!!
Il forno usato era a gas e scaldava solo da sotto, quindi i dolcetti si sono risultati un bel marroncino sotto e chiari sopra.

Per fortuna, ho finito di cuocerli la sera sul tardi, altrimenti, per colazione non sarebbero rimaste che le briciole!!

mercoledì 24 agosto 2011

Silene vulgaris




E’ un’erbacea perenne, che può raggiungere fino i 60 cm d’altezza, se trova le condizioni  ideali.
I fiori sono arrotondati e rigonfi, come un grosso calice.
E’ diffusa nei prati, pascoli e terreni incolti. Non ha proprietà medicinali.
Quando è giovane la pianta è commestibile e usualmente utilizzata per preparare deliziose minestre, risotti o frittate, oppure può essere stufata e mescolata con altre verdure di campo.
Qui comunemente si chiamano schioppettini perché i panciuti calici floreali, se ancora chiusi e sbattuti sul dorso della mano o in fronte esplodono come un palloncino, con un piccolo scoppietto,  è una cosa simpatica che si fa con i bambini.
Mai provato?




lunedì 15 agosto 2011

Pensieri sparsi...

Pra' lungo - vista Pasubio


"Qualsiasi sia la sfida con la quale dovrai confrontarti nel corso della tua vita, ricordati di guardare la cima della montagna.
Così facendo avrai sempre davanti ai tuoi occhi l'idea di grandezza. 
Pensaci e non permettere che nessun problema per quanto  gravoso possa sembrare, ti scoraggi.
Devi essere concentrato solo sulla cima della montagna.
Questo e il consiglio che voglio lasciarti. 
E nei giorni cupi che verranno, quando ci rivedremo, sarai in cima alla montagna. "

Parole di un vecchio saggio tewa.


sabato 13 agosto 2011

Mais bantam bianco dolce


Per la prima volta quest'anno abbiamo seminato il mais.
Ho scelto il mais Bantam. 

La semina avviene in Maggio e comunque con temperature del suolo sopra i 12°. Vista la mia inesperienza ho tenuto d'occhio la semina dei contadini delle nostre campagna e ho "copiato".

Si semina su file a distanza di 30 cm circa, si "depone" 3-4 grani.
Si sarchia leggermente dopo la germinazione controllando le infestanti (si strappano e si possono lasciare a terra).
Quando le piantine raggiungono un'altezza di circa 10-15 cm  si dirada lasciando solo una pianta singola per "postazione".
Infine si rincalzano leggermente le piantine e poi le si guarda crescere.

Tra una pianta e l'altra si può consociare la coltivazione di fagioli nani come abbiamo fatto noi.

La raccolta avviene dopo 100-120 giorni.
Questo tipo di mais non raggiunge altezze elevate, resta più basso, circa 1 metro e mezzo, poco più.
 
Le pannocchie sono buone quando il mais e fresco, ancora bianco e morbido. I chicchi sono bianchi e lattiginosi.
Si può mangiare così appena raccolto oppure si può lessare per 20 minuti senza buccia e poi arrostire al forno a piacere.

La coltivazione il piccolo nell'orto famigliare è molto semplice. Ogni pianti porta al massino un paio di spighe. E' un tipi di mais adatto e resistente alla coltivazione naturale.

Le pannocchie non sono enormi e si mangiano in un paio di bocconi. Vorrei provare a conservarne un pò sotto aceto bianco. Magari tagliate a rotelle. Vedremo il risultato.




P.S.: Ho acquistato i semi qui
Macrolibrarsi.it presenta Arcoiris: Sementi biologiche e biodinamiche

lunedì 1 agosto 2011

Scambi equi


Ecco, avevo notato che il nostro vicino "di campo", quest'anno, non ha ancora avuto il tempo di tagliare l'erba.

Così ho pensato:  a me serve pacciame,  a lui qualcuno che gli tagli l'erba?

La risposta è stata affermativa, accordo concluso.

Veramente la cosa è stata un pò più strana, perchè il signore aveva già accordi con un'altra persona la quale  avrebbe tagliato, imballato l'erba per, poi, portarsela via.

Ma lui ha preferito: disdire con l'altro, per dire si a noi.
E tutto nel giro di neanche mezz'ora.
Simpatia nei nostri confronti? 
Spero di si! 

Buon lavoro a noi... durante le ferie naturalmente! 


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