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martedì 29 novembre 2011

Riciclare vasetti di vetro

Sono sempre alla ricerca di idee per riciclare vasetti di vetro. A casa ne abbiamo sempre in gran quantità, nel formato da  1kg, perché abitualmente ci riforniamo di miele da un signore che lo produce in casa amatorialmente.

Per Halloween ho realizzato delle lanternine con colla e carta di riso riproducenti la zucca e un fantasmino, poi li utilizzo per conservare il riso e la pasta, invece di tenerle nei sacchetti, e quantaltro necessiti di essere riposto ben chiuso (tisane, farine, biscotti, sale ecc.ecc)
In questi giorni stavo pensando qualche addoddo di natale con i coperchietti...

Intanto beccatevi questa bellissima idea qui sotto.
Oltre a piantine ornamentali, io pensavo alle aromatiche in cucina...
Poi con tavole di recupero e il resto facilmente reperibile mi sembra un'idea davvero semplice, utile ma d'effetto! Si, è proprio il mio genere!
E voi che ne dite?










Source: re-nest.com via Elaine on Pinterest

giovedì 24 novembre 2011

Confetture o Marmellate?

Comunemente definiamo come marmellata una preparazione semisolida prodotta dalla cottura più o meno lunga di frutta tagliata a pezzetti assieme a zucchero.
Ho letto però che, nel 1982, una direttiva comunitaria ha stabilito che solo composti ottenuti dagli agrumi possono essere venduti nell'Unione Europea con il termine "marmellata" mentre tutti gli altri vanno chiamati "confetture".
Poi ci sono anche le gelatine ottenute però dal solo succo della frutta e le composte che si distinguono dalle marmellate e dalle confetture per la maggior quantità di frutta rispetto allo zucchero (per legge superiore al 65%)

Ma torniamo a marmellate e confetture che, in sintesi, ho capito essere la stessa cosa e si ottengono dallo stesso procedimento, solo che qualcuno ha stabilito che marmellata è solo quella di agrumi.

Di base, si taglia a pezzetti la frutta e si mette in cottura con lo zucchero, finché diventa cremosa, ovviamente con le dovute accortezze che non si attacchi, che il calore non sia troppo forte.
Quindi viene messa in vasetti di vetro ancora bollente, tappati, capovolti, avvolti in un panno e lasciati raffreddare a temperatura ambiente. Questo procedimento creerà il sottovuoto per la conservazione evitando la formazione di muffe ed è un procedimento che, di per sé, sterilizza.
Meglio ancora è effettuare la sterilizzazione preventiva dei vasetti e coperchietti per almeno 5 minuti in acqua in ebollizione.
Si consuma, se riuscite ad aspettare (noi no) dopo qualche tempo.

In commercio esiste la pectina che aggiunta in cottura riduce i tempi di cottura perché velocizza l'addensamento: è come una colla naturale.
La pectina, ho letto, è un eteropolisaccaride, senza scendere nei particolare della chimica in sintesi essa è presente naturalmente nella frutta e svolge un effetto collante tra le molecole donando la croccantezza all'ortaggio. E' presente in quantità diversa nei vari frutti, mele e pere ne contengono di più.
Con l'avanzare della maturità perde il suo effetto.


Curiosità storiche
"Marmellata" deriva dal portoghese marmelo che significa mela cotogna (dal greco μελίμηλον "mela di miele")
Prima dell'avvento dello zucchero l'addensamento avveniva in cottura lenta solo per effetto della pectina. Non veniva usato nemmeno miele per dolcificare perché non era di uso comune.

Il termine "mela di miele" quindi, dato dai greci, deriva dal fatto che la mela cotogna in cottura si trasforma da frutto immangiabile, duro, dal gusto acerbo tramite la trasformazione degli zuccheri in qualcosa di dolce e dal profumo spiccato di miele.


Personalmente io la chiamo sempre marmellata, non so, la parola confettura mi lascia un sapore di ... industriale.


E voi? Cosa mi raccontate? Fate marmellate? Conserve di pomodoro? Altri pasticci?




 Scrivo qui un promemoria, che serve più a me per ricordare e confrontare con le prossime stagioni, le preparazioni casalighe sono riuscita a fare finora:


Marmellata di mele alle erbe aromatiche 2 Kg ( 8 vasetti da 250gr )


Marmellata di mele cotogne 2 Kg ( 8 vasetti da 250gr )


 Marmellata di pere 1,5 Kg ( 6 vasetti da 250gr )


Passata di pomodoro ( 8-10 vasetti da 250gr )

martedì 22 novembre 2011

Lavori autunnali nell'orto

Queste immagini s riferiscono circa ad una ventina di giorni fa.
Ora l'orto è un pò "a riposo" perciò dovrei sistemarlo e preparare il terreno per le prossime colture ma il tempo che ho a disposizione è davvero poco e, per me, si riduce ai fine settimana.
Però non mi scoraggio e quindi "si fa quel che si può".

Quel giorno, qui sotto, ho sistemato l'aiuola in cui, questa estate, abbiamo coltivato 7 piante di zucchini.
Ho estirpato le piante e tolto i tutori che le hanno sostenute e ripulito dalla maggior parte  delle infestanti più invadenti.
Il materiale diciamo "di scarto" accantonato per creare nuovo compost di cui vi parlerò prossimamente.

Qui sotto vedete delle piante di finocchio che avevo lasciato, deliberatamente, andare a fiore con l'intento di favorire il richiamo e la presenza di insetti utili (es. sirfidi).



Successivamente ho smosso ed arieggiato il terreno dell'aiuola con la forca foraterra senza rivoltare le zolle.
A differenza di altri punti dell'orto, privi di pacciamatura coprente, qui la terra era mordibissima quindi non è stato un lavoro particolarmente difficile percorrere questa striscia di 5-6 metri X 1,5ca.

 


Ho portato abbondante compost all'aiuola, tante cariole quante ne son bastate per coprirne tutta la superficie.


E poi l'ho ben distribuito con l'aiuto di un rastrello e ripacciamato con nuovo materiale (erba secca sfalciata in Agosto).

Pronta per nuove semine e trapianti!


E' la prima volta che eseguo tali operazioni, per me è tutto nuovo, tutto uno sperimentare.
Mi dibatto fra scetticismo e convinzioni personali  e di chi mi sta attorno.
Intanto io mi diverto, quello che faccio mi piace e spero che mi dia buoni frutti.
Se avete consigli da darmi oppure critiche, se commetto qualche errore, per favore, ogni commento è ben accetto se serve a migliorare!


Un consiglio di lettura, questo libretto semplice e chiaro:

Le consociazioni nell'orto
Mario Howard
More about Le consociazioni nell'orto. Un metodo per coltivare secondo natura
Ottimo e semplice  per chi vuole iniziare a coltivare biologicamente. Passo passo le indicazioni dell'autore, da esperienza personale, per preparare il nostro orto sinergico. Con ben 12 consociazioni di ortaggi suggerite per le nostre aiuole.


venerdì 18 novembre 2011

A far legna

Anche quest'anno, come lo scorso, dedico un post al taglio del bosco.
Finalmente la scorsa domenica, dopo che figlio e padre sono già all'opera da un pò, sono riuscita ad andare anch'io a dare un piccolo aiuto, almeno  per portare a casa dal bosco legname che poi andrà fatto a pezzi e messo a stagionare. 

Nonno Urbano al lavoro

Cura e manutenzione degli attezzi fondamentali

Eccomi qui sotto, a bordo del carro, che ci porterà al bosco. Nonostante i sobbalzi e le botte nel sedere sono riuscita a fare qualche foto decente.



E dopo aver fatto un bel carico si ritorna.


Che dire, è un lavoro duro non si può negare.
Si, la legna ti scalda tante volte non solo quando la bruci, anche quando la tagli, la raccogli, la spacchi e la riponi fino all'utilizzo.
Ci vuole una buona dose di forza, volontà ma soprattutto passione.
Credere fortemente che ne valga, per davvero, la pena per tutta una serie di motivi che dovrebbero superare i lati negativi.
Ma anche amore e rispetto per la Natura.
Curare e mantenere un bosco con criterio e buone regole significa dar modo che si possa rigenerare, prendere ciò che serve ma permettere che del nuovo rinasca da sotto.
Dopo il taglio si vede il cielo, entra nuova luce e riparte nuova vita.

Non so se mi sono spiegata, non sono una boscaiola e tantomeno esperta.
Questo è quanto credo di aver recepito.



E poi scaldarsi, cucinare, avere acqua calda col fuoco, per chi ne ha la possibilità, è buona cosa, forse anche più sana, una fonte di sostentamento rinnovabile. Spero di poterlo presto fare in una nuova casa .

Certamente è una cosa piacevolissima: farsi cullare dal fuoco di un caminetto, perdersi a guardare il giochi della fiamma, ascoltare gli scopiettii della legna che arde , di certo il termosifone non gratifica tanto!

Cosa ne pensate?



giovedì 17 novembre 2011

Nocciole caramellate

Le nocciole stazionavano già da un pò di tempo nella ciotola, nessuno le mangiava e non mi andava certo di buttarle.
Così una sera ho deciso di sgusciarle tutte, per tostarle e poi mi è venuta l'idea di caramellarle e di metterle in un barattolo di vetro per mangiarle, così, proprio come bon-bons.

In effetti il barattolo non è servito perchè entro la matttina successiva erano già finite, ma solo per lasciare il posto alle nostre noci ovvio!

 

La prossima volta vorrei provare a fare un croccante, voi avete mai provato?


martedì 15 novembre 2011

Berretto da elfo a maglia

Ecco il berretto che desideravo fare già da un pò di tempo.
Non è carino?
Fa tanta allegria.
Inoltre ho trovato questa lana che vi assicuro è morbidissima.


Per realizzarlo:
1 gomitolo
70% lana biologica
30% alpaca  
Adatta a ferri  da 7 - 8
Età 2-3 anni

Montare 40 maglie
Lavorare circa 3-4cm a punto coste 2-2
Lavorare a maglia rasata per circa 13 cm di altezza
Poi inizio diminuzioni.
Diminuire in 3 punti, più o meno equisidtanti, lavorando 2 maglie insieme sempre sul davanti del lavoro fino ad avere solo 4-5 maglie sul ferro.
Passare il filo dentro le maglie rimaste e cucire.

 

giovedì 10 novembre 2011

A proposito di mele cotogne...

Che meraviglia...
Che profumo...
Non è bellissimo?



Vi ricordate che ve ne avevo già parlato? Qui



Adesso però devo trovarmi assolutamente il tempo per farci qualcosa di buono.
Due ideucce le avrei già...

To be continued...

giovedì 3 novembre 2011

Dietro l'etichetta...Monsanto!

"Sono arrivati sulle nostre strade con macchine lussuose e con gli altoparlanti hanno cominciato a dirci che se avessimo comprato i loro semi saremmo diventati ricchi come loro..."
Inizia circa così il film-documentario "BEHIND THE LABEL" -  "DIETRO L'ETICHETTA" (durata 1h20') che uscirà a breve. Nel frattempo in rete si trova i Trailer che ho postato sotto.

Ieri sera ne ho potuto vedere un pezzetto in più, perché ho partecipato ad una serata organizzata dal G.a.s. a cui mi sono unita da poco.
Un incontro dedicato alla presentazione di alcune aziende di abbigliamento artigianali  locali o poco lontane che producono secondo criteri eticità, ecologia e solidali.
Ogni produttore ha presentato le proprie realizzazioni raccontandone la nascita e i motivi  che lo spingono a portare avanti questo tipo di produzione, in concorrenza con le grandi multinazionali che producono interamente all'estero e pur nelle enormi difficoltà che si trova ad affrontare,specialmente in questo periodo. C'erano scarpe, jeans, tute, maglieria, calze, intimo e altri accessori.

In questo post, però, volevo portare l'attenzione sulla tragica situazione in cui si trovano i contadini indiani, per divulgare quello che sta succedendo in quelle terre dove si coltiva il cotone che tutti i giorni indossiamo, sulla nostra pelle, ma che costa la vita di tante persone innocenti intrappolate in una spirale di dipendenza che le grandi società multinazionali hanno loro imposto.

"Il debito"

Le coltivazioni che le aziende multinazionali sementiere propongono ai contadini innescherebbero una dipendenza da semi transgenici, fertilizzanti chimici e pesticidi tossici, con costi elevati per gli agricoltori. Le nuove colture ibride tenderebbero infatti a essere più sensibili agli attacchi dei parassiti. I costosi semi, sostiene la Shiva, non si adatterebbero alle condizioni locali e richiederebbero quindi più investimenti in sostanze chimiche e irrigazione. In questo modo i contadini si impoverirebbero a vantaggio delle aziende di sementi, perché alla lunga i maggiori introiti non coprirebbero le maggiori spese. Ciò avrebbe portato centinaia di coltivatori indiani, sommersi dai debiti, al suicidio.

(Fonte: http://it.wikipedia.org/wiki/Vandana_Shiva)


E, mentre decine di contadini si stavano suicidando bevendo i pesticidi della Monsanto, andava in scena la settimana della moda in India... Ma non c'erano giornalisti disponibili a darne la triste notizia...


BEHIND THE LABEL - trailer ITA from Behind the Label on Vimeo.



Leggere l'etichetta  di ciò che acquistiamo quindi non basta.
Dobbiamo imparare a informarci per capire cosa c'è  DIETRO L'ETICHETTA di ciò che indossiamo.
Esistono canali che permettono di far arrivare anche qui tessuti o materia prima prodotti in modo etico, rispettoso della vita altrui, sostenibile e pulito.
Sta a noi decidere di informarsi per trovare queste vie alternative alla grande distribuzione.

Se vi fa piacere, quando prossimamente avrò modo di testare alcuni degli articoli che ho visto, ve li mostrerò e vi farò conoscere le aziende.



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