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mercoledì 18 gennaio 2012

C'è anche la storia dei cosmetici

Guardandomi indietro e ripercorrendo l'anno 2011 posso dire di aver fatto qualche passo sulla strada della decrescita.


"A piccoli passi partendo dalla famiglia", come cita la descrizione di questo blog,

iniziando con guardare vedendo realmente quello c'è attorno a noi, scoprendo cose che non volevano farci vedere, o ancora che, per comodità, noi stessi non desideravamo vedere. Prendendo coscienza e intraprendendo un cammino verso un possibile cambiamento.


Partendo, semplicemente, dai confini delle mura di casa, soffermandoci sulla provenienza degli oggetti di cui ci siamo circondati nel corso degli anni, sui materiali  di cui sono fatte le cose che vengono a contatto, ogni giorno, con il nostro corpo e quelle che finiscono dentro di noi mangiando, diventando poi quello di cui siamo fatti e che ci fa andare avanti. E poi, che strada percorrono le cose prima di giungere fino a noi.
Tanti interrogativi sono scaturiti ed è partita spontanea la ricerca delle risposte,
coinvolgendo tutta la famiglia in discussioni etiche, pratiche, economiche che infine hanno condizionato le nostre scelte.
Rendendoci conto, molto spesso, che le cose migliori sono quasi sempre le più semplici, come quelle di una volta , e che oggi il sistema ci fa pagare come l'oro.
Si, spesso è proprio questa la contraddizione. Vuoi una cosa che sia locale, genuina, fatta a mano, meno inquinata ecc ecc allora la paghi cara, parlo in termini di denaro (il Dio).

Allora come aggirare il problema? Anzi trasformarlo in un
"no-problem"?

Io ho pensato di fare così, girovagando per il blog potete vedere qualcosa:

- eliminare il superfluo, valutando cosa è superfluo;
- autoprodurre quanto più possibile e nelle nostre capacità;
- riciclare e riparare se possibile;
- riappropriarci dell'uso delle mani, imparando a fare nuove cose;
- sostituire prodotti di multinazionali e industriali con locali e/o artigianali;
- leggere, informandosi da varie fonti, boicottando la TV;
- cercare e ritrovare il contatto con la Natura per capire che da essa totalmente dipendiamo.

Praticamente:

- provare a fare orto;
- ci siamo iscritti ad un GAS (gruppo di acquisto solidale), questo ci ha permesso di non mettere più (quasi) piede in un super-iper-mercato (evviva!!) e forse col tempo la forza della collettività riuscirà ad influenzare il Mercato;
- modificare, in parte, le nostre scelte alimentari, sull'abbigliamento, sul tempo libero.

Guardando avanti al futuro, vedo che tanto altro possiamo fare e spero di potervene parlare strada facendo.
A volte è dura abbattere le convenzioni e le abitudini.
Si, è più facile non voler vedere, non pensarci, non ascoltare, non valutare, non mettersi in gioco.
Ma quando cominci a vedere, non si può tornare indietro.

Vi ricordate l'altro post di inizio 2011?  Li, iniziavo a parlare di decrescita ed ho postato il video "La storia delle cose"

Qui sotto  vi  lascio con il video " La storia dei cosmetici " (con i sottotitoli in italiano) un altro punto importante su cui sto mettendo mano a casa già da un pò, ma a cui dedicherò altri post.

Buona visione!

 

6 commenti:

  1. Da sentirsi male, come per gli altri filmati della serie. Il problema è spesso la mancanza di tempo, di soldi... non è automatico fermarsi a pensare per ogni cosa che si compra. Ma piano piano anche la mia famiglia sta migliorando..

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    1. Anche il mio problema è spesso la mancanza di tempo. Ho constatato che trovando il tempo si riesce anche a escogitare alternative. Dobbiamo riprenderci il nostro tempooooo!!!!

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    2. Già, ma non è affatto facile! In questo momento non sto lavorando, ma se lavori non ce la fai assolutamente a fermarti a pensare anche a queste piccole cose.

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    3. Io ho cominciato a non considerarle più piccole cose e a dar loro un pò più di priorità. Anche lavorando tutto il giorno, qualcosa riesco a fare. Qualche piccolo passettino che mi da soddisfazione poi alla fine. Infine poi quando ci si abitua è più facile. Ciao, ciao!!

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  2. interessante da farci un bel esamino, ho fatto mie le tue riflessioni "no problem" brava , se hai altre riflessioni , li seguirò con piacere

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