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venerdì 6 luglio 2012

Fare la spesa




Questa mattina recandomi al lavoro ascoltavo alla radio le notizie sulla stazione RAI. In particolare in quelmomento trasmettevano notizie della "pagina" economica del Paese e in particolare si parlava del cambiamento delle abitudini e modalità dei consumi di generi alimentari della media delle famiglie in risposta alla crisi attuale.

E' cambiato il modo di fare la spesa. Sempre più famiglie spendono, per alimentarsi, facendo acquisti presso gli "Hard-Discount" per trovare prezzi più bassi.


E fin qui niente di nuovo. Con l'avvento dei Discount qualche anno fa credo che tutti vi ci siamo infilati almeno una volta dentro o vi facciamo regolarmente o periodicamente spese.

Personalmente ho sempre selezionato attentamente cosa prendere al discount e pian piano ho smesso definitivamente di andarci. Ne rimane solo uno, piccolo, che frequento regolarmente perchè il gestore vi vende, tra gli altri, tanti prodotti artigianali e locali, presumo per scelta-interesse personale, installando fra l'altro il banco dei "freschi" che generalmente non è presente in questo genere di negozi.

Ritornando alle notizie della radio ciò che mi ha più colpito è stato il dato di fatto che sempre più persone, statisticamente,  abbiano dirottato al Discount l'intero comparto degli alimenti aggiungendo ora anche l'acquisto di carne e pesce.

Questo mi ha lasciato un pò perplessa.

Tutti sappiamo che discount oltre che sinonimo di prezzi inferiori lo è anche di QUALITA' inferiore, in generale.

Quindi molti sono arrivati alla soglia che io mi rifiuto di raggiungere, centellinare sul cibo e sulla sua qualità.
Il cibo siamo noi. 
Da ciò che mangiamo dipende la nostra salute, il benessere di tutti.
Scusate, forse io non capisco. Io lavoro, ho sempre lavorato ed anche mio marito. Lo so, siamo fortunati.
Non viviamo nella ricchezza ma non ci è mai mancato nulla. Ma credo che porterei abiti consunti, scarpe vecchie e tante altre cose prima di arrivare a mangiare male .

Poi mi sono un pò rincuorata con una successiva intervista di un signore del settore Agricoltura (non mi ricordo chi fosse di preciso) che esponeva un fatto positivo, un cambiamento che io trovo molto significativo.
Si tratta del fatto che molti comuni consumatori (inserisco la nostra famiglia nella lista)  in risposta alla crisi o all'incertezza del futuro piuttosto si rivolgono sempre di più a produttori locali, coltivatori, allevatori della propria zona di residenza.

Voglio vedere il lato positivo in tutto questa negatività che si sente dappertutto, la difficoltà del momento potrebbe portare ad un cambiamento di abitudini positivo per il prossimo futuro.

Guardare di più a ciò che ci è vicino per risparmiare sui Km, sulle confezioni ma anche per valorizzare il territorio nel quale viviamo potrebbe essere una buona cosa per noi, ma anche per le future generazioni.
Un input ad investire in casa nostra, ognuno per la zona in cui vive in primis, a cui siamo legati per nascita, per affetti. Credo che questo possa essere di aiuto a sentirci parte integrante, essere essenziali per il luogo in cui viviamo, e non solo usarlo e poi gettarlo, e successivamente fieri appartenenti ad un territorio più vasto, un Paese ricco di varietà apprezzate ovunque e valorizzate dalla popolazione locale.

Credo che il nostro Paese dovrebbe investire molto di più sulle ricchezze del nostro territorio il quale su innumerevoli fronti, come in questo  del settore agroalimentare e spesso imbattibile a livello mondiale.

Lo so,  il tema sarebbe ben più ampio e tanti gli aspetti si potrebbero da discutere. Solo questi erano i  pensieri che mi frullavano in testa stamattina ascoltando la radio.

8 commenti:

  1. Noi siamo quello che mangiamo.
    E lo dico a gran voce oramai da anni.
    Prima che da Produttore io parlo da Consumatore, e come te sono disposto a rinunciare (e in parte lo faccio già abbastanza) a tante cose superflue pur di non sacrificare troppo la spesa.
    Proprio l'altro ieri mi sono recato al supermercato: erano circa 50 giorni che non facevo una ben che minima spesa, e con poche decine di euro ho preso quanto mi serviva per "sopperire alle mancanze" che la mia Campagna non riesce a fornirmi.
    Ancora una volta mi hanno colpito carrelli pieni zeppi di ... cose inutili (perlomeno per me)e di cibo pronto o di lontane origini.
    Non riesco a capire perchè (almeno per iniziare) la gente non compri la frutta e verdura di stagione, e perchè non si guardi alla provenienza di queste.
    Sarebbe già un passo avanti.
    Ma temo che la pigrizia spesso vinca...

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    1. Infatti io ho iniziato così, nella maniera più semplice: frutta e verdura di stagione e possibilmente locali, evito il cibo pronto e invaschettato. e forse sarò un pò "maniaca" ma anche io mi trovo spesso ad osservare la spesa degli altri!

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  2. Io rimango di stucco quando vado al superm., in zona Pinerolo-Saluzzo con distese di mele, pere, kiwi tutt'intorno, e vedo sugli scaffali le mele del Trentino, i kiwi della nuova zelanda...anche questo è sintomo di un'economia malata...
    Mi ha colpito comunque l'aumento del consumo di pasta e la diminuzione della carne...che sia la tendenza ad un equilibrio naturale che ci sta riportando indietro?...io ho fiducia ...

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    1. Questo infatti è uno di quei controsensi. chissà poi dove va finire la frutta della tua zona!! Un pò come l'acqua in bottiglia qui al Nord ti trovi al supermercato l'acqua, ad esempio, romana e a Roma bevono acqua che nasce a pochi chilomentri da qui!!! Assurdo!

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  3. Hai ragione. Anche io, nonostante una crisi che ha schiacciato il lavoro di mio marito, che era sicuramente la fonte di reddito familiare più importante, ho rinunciato a scarpe e vestiti, ma ho continuato ad acquistare gli alimenti della migliore qualità, conscia del fatto che ciò che mangiamo è ciò che siamo. Poi noi siamo fortunatissimi, perchè l'orto ci da tutto quello che desideriamo, per quanto riguarda verdura e ortaggi... non tutti hanno questo privilegio!!! Io il Discount l'ho sempre evitato, nonostante alle volte facciamo fatica ad arrivare alla fine del mese!!!
    Un bacio
    Francesca

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    1. W l'orto! E' davvero una fortuna avere un pò di terra. Un abbraccio!

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  4. non voglio essere contradittorio ma per me discout e supermercati sono la stessa cosa.... uno tutto cio' che vediamo come prodotto di marca e' la stessa azienda che produce i pacchi con il nome sconosciuto... per qualita' io penso che tutto che sia di produzione industriale non e' qualita'..
    1- odio la gente che dice che compra le merendine della kinder e non quelle del discout qunado entrambi sono pieni di conservanti e altro...
    2- frutta e verdura per me sono la stessa qualita': l'albero no produce alcune mele che non sono nutrititive e alte molto salutari, la differenza e' che al supermercato i peperoni sono belli quadrati e sembrano fatti a stampo e quelli del discout sono i restanti tutti storti ( ma non di qualita' inferiore)
    3- anche i sueprmercati la carne e' la stessa... non penso che la coop compra i polli dall'allevatore locale ma da grandi aziende dove i polli crescono in capannoni.
    quindi se vogliamo mangiare bene dobbiamo comprare dal maccellaio locale che porta la vacca al macello e l a macella, la frutta dal fruttivendolo locale che compra la frutta dal contadino.
    discout e supermercati sono gli stessi... nessuna differenza

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    1. 1- idem
      2- anzi più perfetti sono più manipolati sono!
      3- meglio ancora comprare dal contadino o allevatore.

      Quindi in generale condivido la tua opinione. La questione era piuttosto che noi questo lo abbiamo capito ma tanti non ci sono ancora arrivati e si continua a farsi fregare soldi in più e salute!

      E' vero nel mio post io scrivo:
      "Tutti sappiamo che discount oltre che sinonimo di prezzi inferiori lo è anche di QUALITA' inferiore, in generale."
      Perchè a volte al discount si trovano cose ancora peggiori, di importazione, salse multicolorate, prodotti alimentari che non fanno parte della nostra alimentazione tradizionale, maxi pack in stile Usa. Insomma spesso ci tiriamo qua il peggio.

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