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lunedì 23 gennaio 2012

Una ghirlanda di pigne

Ecco come creare una ghirlanda di pigne che possiamo tenere appesa alla porta di casa tutto l'anno o anche al muro per avere un  pò di bosco in casa.




Servono:
pigne (queste sono di pino marittimo, diffuso un pò ovunque ormai)
filo di ferro
pinza
colla a caldo


Preparare un cerchio del diametro desiderato


Creare una struttura che fornisca una base per incollare le pigne.
Ad esempio come vedete sotto. Due cerchi paralleli tenuti uniti ma distanziati da un zig-zag di fil di ferro più sottile.


Incollare le pigne con la colla a caldo.
Risultato una bella ghirlanda rustica e anche natalizia.
E' abbastanza pesante quindi serve un bel chiodo per sorreggerla.



Alla prossima!!

sabato 21 gennaio 2012

Deodorarsi, antiodorante o niente?

Collegandomi al post precedente mi introduco, finalmente, in questo argomento dato che è già un pò che un post era in sospeso in bozza.

Parlando di cosmetici e passando in rassegna lo stock di casa, sul quale volevo metter mano, per ridurre consumi e modificare le nostre scelte, uno dei primi a finire nel mirino è stato il deodorante.



Ovviamente perchè è il più utilizzato quindi quello che finisce prima e che mi poneva sempre di fronte ai soliti dilemmi sulla scelta davanti allo scaffale del supermercato: scelgo in base alla marca, al prezzo, agli ingredienti, per non parlare dell'influsso della pubblicità ecc. ecc.
Poi quando ho letto che, la maggior parte dei deodoranti in commercio, contiene un elemento altamente nocivo (cloridrato di alluminio) ho deciso di cercare delle alternative.

Prima di proseguire vorrei fare un paio di considerazioni.
Sudare è un processo totalmente naturale e necessario per il nostro corpo, il sudore contiene acqua, sali minerali e degli acidi che sono sostanze di rifiuto.
Le ghiandole sudoripare secernono delle sostanze che sono percepibili attraverso il  senso dell'olfatto. Nella loro funzione comunicativa trasmettono informazioni varie: genetiche (individuali), ormonali, sessuali, sulle emozioni momentanee (rabbia, paura, ansia ecc.)
Un altro fattore che incide sull' odore è l'alimentazione, in questo articolo potete leggere delle informazioni interessanti al riguardo.

Nelle società civilizzate è abitudine coprire o sopprimere questi, diciamo,"segnali" con sostanze varie odorose come detergenti, saponi, profumi, ed altri cosmetici.

sudorazione
Credits foto. Fotolia


Perchè la vita di società, al lavoro e in tutti gli altri ambienti, ci impone determinate regole di comportamento per la convivenza di più persone che trascorrono tanto tempo a reciproco contatto o vicinanza.

Non per questi suddetti motivi , dico io, dobbiamo spruzzarci addosso qualcosa che ci fa male, inquina, costa e così via.

Le alternative?
Ecco le nostre prove e le nostre alternative.
Attualmente stiamo utilizzando un antiodorante all' allume di potassio ( o allume di rocca: è lo stesso) in forma liquida cioè sciolto in acqua. L'azione salina dell'allume contrasta gli acidi che si possono formare e i relativi batterie e quindi gi odori. E' astringente, quindi chiude in effetti i pori, intralciando per così dire la normale sudorazione. Non sarebbe adatto perciò ad usi prolungati.


Altre informazioni trovate, da fonti verificabili:
L’allume di rocca è assolutamente naturale e su questo non ci piove. Ma il fatto che sia naturale non vuol dire che faccia bene. La questione è questa: moltissimi fabbricanti usano sali d’alluminio come antitraspiranti. Il più diffuso è il cloridrato di alluminio. L’alluminio che si libera fa contrarre il muscolo involontario che agisce sull’orifizio del canalicolo sudoriparo facendolo contrarre e quindi impedendo al sudore di uscire. Questa tecnica può solo indirettamente essere portata a sostegno della sua pericolosità. Indirettamente perché è vero che non espellendo il sudore non si espellono le tossine che vengono naturalmente eliminate tramite questa via. Questa tecnica non è assolutamente fisiologica, cioè comporta un cambiamento delle normali (appunto fisiologiche) azioni del nostro corpo. Anche l’allume di potassio libera alluminio, ma la sua forma chimica e la sua quantità è molto più bassa che nell’alluminio cloridrato e quindi fa meno male, ma sempre alluminio è.
Fonte http://www.terranuovaedizioni.it/article4406.htm
Fabrizio Zago, chimico industriale e autore del sito www.biodizionario.it


La simbologia chimica dell'allume di potassio è KAl(P2O5)2 X 12H2O


In commercio si trova in polvere, in cristallo oppure in queste formule più pratiche.



Un alternativa interessante è:  fare in casa il deodorante con ingredienti naturali.
Noi abbiamo provato il bicarbonato sciolto in acqua con aggiunta di olio essenziale alla menta (basta una goccia)
Però d'estate l'effetto è breve.
Di sicuro questi prodotti casalinghi non assicurano la copertura giornaliera dei deodoranti commerciali, quindi ci si deve regolare di conseguenza.

Ecco qualche ricetta:

POLVERE DEODORANTE:
1 parte di bicarbonato
1 parte di amido di mais
olio essenziale di tea tree (antibatterico, disinfettanze, antifungino) quantità a discrezione
usare un piumino da cipria per applicare, anche tutti i giorni.

DEODORANTE STICK
1/4 di tazza di bicarbonato
1/4 di amido di mais
10 gocce di olio essenziale di tea tree o lavanda
aggiungere 2 cucchiai di olio di cocco.
Mettere in uno stick riciclato. Applicare con maggior leggerezza rispetto a un normale stick altrimenti tende a sbriciolarsi.


Altre ricette potete trovarle QUI , QUA, QUI
On line si trovano anche molte Video ricette.


Ultimo consiglio, forse banale, trovare quache giorno in cui proprio non mettersi proprio niente sarebbe il massimo in tutti i sensi!!



mercoledì 18 gennaio 2012

C'è anche la storia dei cosmetici

Guardandomi indietro e ripercorrendo l'anno 2011 posso dire di aver fatto qualche passo sulla strada della decrescita.


"A piccoli passi partendo dalla famiglia", come cita la descrizione di questo blog,

iniziando con guardare vedendo realmente quello c'è attorno a noi, scoprendo cose che non volevano farci vedere, o ancora che, per comodità, noi stessi non desideravamo vedere. Prendendo coscienza e intraprendendo un cammino verso un possibile cambiamento.


Partendo, semplicemente, dai confini delle mura di casa, soffermandoci sulla provenienza degli oggetti di cui ci siamo circondati nel corso degli anni, sui materiali  di cui sono fatte le cose che vengono a contatto, ogni giorno, con il nostro corpo e quelle che finiscono dentro di noi mangiando, diventando poi quello di cui siamo fatti e che ci fa andare avanti. E poi, che strada percorrono le cose prima di giungere fino a noi.
Tanti interrogativi sono scaturiti ed è partita spontanea la ricerca delle risposte,
coinvolgendo tutta la famiglia in discussioni etiche, pratiche, economiche che infine hanno condizionato le nostre scelte.
Rendendoci conto, molto spesso, che le cose migliori sono quasi sempre le più semplici, come quelle di una volta , e che oggi il sistema ci fa pagare come l'oro.
Si, spesso è proprio questa la contraddizione. Vuoi una cosa che sia locale, genuina, fatta a mano, meno inquinata ecc ecc allora la paghi cara, parlo in termini di denaro (il Dio).

Allora come aggirare il problema? Anzi trasformarlo in un
"no-problem"?

Io ho pensato di fare così, girovagando per il blog potete vedere qualcosa:

- eliminare il superfluo, valutando cosa è superfluo;
- autoprodurre quanto più possibile e nelle nostre capacità;
- riciclare e riparare se possibile;
- riappropriarci dell'uso delle mani, imparando a fare nuove cose;
- sostituire prodotti di multinazionali e industriali con locali e/o artigianali;
- leggere, informandosi da varie fonti, boicottando la TV;
- cercare e ritrovare il contatto con la Natura per capire che da essa totalmente dipendiamo.

Praticamente:

- provare a fare orto;
- ci siamo iscritti ad un GAS (gruppo di acquisto solidale), questo ci ha permesso di non mettere più (quasi) piede in un super-iper-mercato (evviva!!) e forse col tempo la forza della collettività riuscirà ad influenzare il Mercato;
- modificare, in parte, le nostre scelte alimentari, sull'abbigliamento, sul tempo libero.

Guardando avanti al futuro, vedo che tanto altro possiamo fare e spero di potervene parlare strada facendo.
A volte è dura abbattere le convenzioni e le abitudini.
Si, è più facile non voler vedere, non pensarci, non ascoltare, non valutare, non mettersi in gioco.
Ma quando cominci a vedere, non si può tornare indietro.

Vi ricordate l'altro post di inizio 2011?  Li, iniziavo a parlare di decrescita ed ho postato il video "La storia delle cose"

Qui sotto  vi  lascio con il video " La storia dei cosmetici " (con i sottotitoli in italiano) un altro punto importante su cui sto mettendo mano a casa già da un pò, ma a cui dedicherò altri post.

Buona visione!

 

venerdì 13 gennaio 2012

Ancora spirali d'erbe...

Quando ho scritto a proposito di creare una spirale d'erbe, qui , l'idea ha suscitato interesse davvero ed era piaciuta a molte persone non solo fra i lettori del blog.
Un'amica mi chiedeva se è difficile da realizzare. 


Io, in un pomeriggio l'ho costruita, però avevo sassi a portata di mano (o meglio di cariola)
già pronti da tempo e ammucchiati da una parte, ovviamente ci si sporca le mani e si suda un pochino, cose normali direi...


Così ho raccolto una piccola carrellata di immagini di altre spirali d'erbe ma se ne possono trovare tantissime con una semplice ricerca di immagini sul Web. 
Provate a digitare "Herbs spiral" ne vedrete di tanti tipi diversi così vi potrete inspirare a volontà!


Se non recuperate sassi, con un pò di fantasia potreste ingegnarvi utilizzando altri materiali di recupero oppure farla semplicemente piatta a terra disegnando la linea della spirale direttamente con le piante, pezzi di corteccia, sabbia, o giocando sull'altezza naturale dei vegetali.
E chi ha solo un terrazzo-balcone? Avete mai pensato di affiancare vasi di diversa altezza? Creare un angolino di vasi a spirale.


Che ne dite? 









Source: flickr.com via Denise on Pinterest






















Source: igrowveg.com via Denise on Pinterest



domenica 8 gennaio 2012

Come ottenere un buon compost

Per la concimazione dell'orto è indispensabile avere a disposizione un buon compost ogniqualvolta sia necessario.
Ho letto che, per ottenere un concime ottimale, si devono però seguire alcuni accorgimenti che non conoscevo.


Il nostro grande composter. Diviso in due per separare il compost pronto da quello ancora  in fase catabolica dove si può ancora aggiungere materiale.

Prelievo di compost maturo per l'orto

Dopo aver deciso il luogo più comodo possiamo cominciare a depositare gli scarti dell'orto meglio se un pò sminuzzati, erbacce fiorite o a seme (meglio al centro del cumulo), rami, ramaglie fino al diametro di circa un dito, utili per arieggiare la massa, e poi rifiuti di cucina.

All'aggiunta di nuovo materiale, ho letto ma non ancora attuato, si potrebbe cospargere il materiale con farina di roccia o di lava per diminuire la diffusione di odori e le mosche.

Appena accumulata una certa quantità di materiale vario si mescola un pò, come e se possibile, e si aggiunge un pò di terra dell'orto. Sarebbe ideale inoltre, mantenere un certo grado di umidità dell'intera massa.
Al mescolamento si potrebbe aggiungere anche un attivatore (disponibili in commercio) per accelerare la decomposizione.

Il cumulo allestito in pieno campo dovrebbe essere almeno di dimensioni 60x60 altrimenti non sviluppa abbastanza calore per la corretta maturazione. 
Infine non resta che coprirlo, magari con uno strato di pacciamatura ed attendere che sia pronto.
Nell'attesa, ovviamente se abbiamo spazio disponibile, preparare un nuovo cumulo a fianco del precedente per creare una specie di serpentone di compost, così da averne sempre di pronto quando serve.

Il materiale così preparato attraversa tre fasi che possiamo constatare con i nostri occhi e mani:
Fase catabolica: decomposizione, sviluppo di calore;
Fase metabolica: trasformazione, il calore diminuisce;
Fase anabolica: maturazione, i lombrichi porteranno a compimento l'opera. Meglio mescolare prima che inizi.

Il compost sarà pronto quando i lombrichi avranno terminato il loro lavoro e avranno abbandonato il concime.


Ed ecco come la Natura ci restituisce terriccio fertile per arricchire la terra, dove serve, per le nostre coltivazioni.
Un lavoro che si può fare in Autunno o Inverno se le condizioni del tempo sono favorevoli come adesso.
Purtroppo, infatti, qui non ha ancora nevicato (solo virtualmente nel blog) e le temperature sono rimaste tutto sommato miti fino a questo punto della stagione invernale. 
Il terreno non è ghiacciato è morbido ma non troppo bagnato, lo si può lavorare abbastanza bene. 
Però andare nell'orto ai primi di Gennaio e sentire quasi aria di Primavera mette a disagio. Voglio dire, una sensazione che manchi qualcosa o non vada bene.


Il fatto che non nevichi non è una buona cosa, le montagne che ci circondano dovrebbero essere cariche e i loro canaloni altrettanto riempiti di ghiaccio e neve.
E invece poco o niente. 


Niente neve, niente acqua...
Poi magari nevica fra un mese o due...
Mah.....

Preparazione di un nuovo angolo dell'orto adibito a composter

sabato 7 gennaio 2012

Vecchi progetti a maglia

Per essere la prima giacchina che ho realizzato (qui) non mi posso lamentare.
Le maniche sono decisamente troppo lunghe mentre risulta corta alla vita.
Però, per le nostre piccole escursioni, va benissimo.



Il berretto invece è nato da un piccolo disastro: prima troppo piccolo e poi troppo largo.
Così le orecchiette hanno salvato il salvabile, adattando la misura alla testolina!



Ovviamente questo succede quando i progetti fanno parte della serie "Faccio a casaccio" e "a occhio dovrebbe andare" ... in cui sono paricolarmente abile.  ;-)



Home made è anche la sciarpetta



venerdì 6 gennaio 2012

Il testamento di Liebig

Il chimico tedesco Justus von Liebig (1803-1873) più noto al grande  pubblico per l'estratto di carne, i dadi o le figurine che portano il suo nome, introdusse le sostanze chimiche di sintesi in agricoltura. Considerato il padre della concimazione chimica, dopo aver dedicato anni della sua vita per la sua affermazione , si ravvede e comprende l'errore nel quale era incorso. Ecco il suo testamento spirituale.


"Confesso volentieri che l'impiego dei concimi era fondato su delle supposizioni che non esistono nella realtà. Questi concimi dovdevano portare una rivoluzione completa in agrocoltura. Il concime di stalla doveva essere completamente escluso e tutte le materie minerali asportate dai raccolti, sostituite con dei comcimi chimici.
Il concime doveva permettere di coltivare su di uno stesso campo, senza dioscontinuità e senza esaurimento, sempre la stessa pianta, il trifoglio, il grano, ecc., secondo la volontà e i bisogni dell'agricoltore.
Avevo peccato contro la saggezza del Creatore e ho ricevutola dovuta punizione. Ho voluto portare un miglioramento alla sua opera e nella mia cecità ho creduto che nel meraviglioso concatenamento delle leggi che uniscono la vita alla superficie della terra, rinnovandola continuamente, un anello era stato diomenticato, che io povero verme impotente, dovevo fornire.....
Dopo che ho imparato il motivo per cui i miei fertilizzanti non erano efficaci nel modo giusto, mi sono sentito come una persona che ha ricevuto una nuova vita.
Finalmente tutti i processi di coltivazione si possono spiegare sulla base delle leggi naturali che li governano.
Ora che il principio è noto e chiaro algi occhi di tutti, rimane solo lo stupore per non averlo scoperto molto tempo fa.
Ma lo spirito umano è una cosa molto strana, e così quello che non si adatta perfettamente allo schema del pensiero comune, semplicemente non esiste".

giovedì 5 gennaio 2012

L'Epifania tutte le feste porta via

Lunedì si ritorna alla normalità, tutti i segni delle feste natalizie ritorneranno dentro gli scatoloni per un altro anno.
Prima che sia troppo tardi vi mostro gli addobbi che abbiamo creato dopo aver imparato ad infeltrire la lana qui .

Mi piace tanto guardarmeli, è bello pensare che li abbiamo fatti noi!




Ma intanto godiamoci la Befana. Buona Epifania a tutti!


Sulla Befana:
Il termine "befana" inteso come "fantoccio esposto la notte dell'epifania" fu già usato nel XIV secolo, poi da Francesco Berni nel 1535, da Agnolo Firenzuola una prima volta nel 1541.[4]
L'origine di questa figura va probabilmente connessa a tradizioni agrarie pagane relative all'anno trascorso, ormai pronto per rinascere come anno nuovo. Difatti rappresenta la conclusione delle festività natalizie come interregno tra la fine dell'anno solare (solstizio invernale, Sol Invictus) e l'inizio dell'anno lunare.
Anticamente la dodicesima notte dopo il solstizio invernale, si celebrava la morte e la rinascita della natura, attraverso la figura pagana di Madre Natura. I Romani credevano che in queste dodici notti, figure femminili volassero sui campi appena seminati per propiziare i raccolti futuri. A guidarle secondo alcuni era Diana, dea lunare legata alla vegetazione, secondo altri una divinità minore chiamata Satia (sazietà) o Abundia (abbondanza). La Chiesa condannò con estremo rigore tali credenze, definendole frutto di influenze sataniche. Queste sovrapposizioni diedero origine a molte personificazioni che sfociarono nel Medioevo nella nostra Befana, il cui aspetto, benché benevolo, è chiaramente imparentato con la personificazione della strega.
L'aspetto da vecchia sarebbe dunque una raffigurazione dell'anno vecchio: una volta davvero concluso, lo si può bruciare così come accadeva in molti paesi europei, dove esisteva la tradizione di bruciare fantocci, con indosso abiti logori, all'inizio dell'anno (vedi ad esempio la Giubiana e il Panevin o Pignarûl, Casera, Seima o Brusa la vecia, il Falò del vecchione che si svolge a Bologna a capodanno, oppure il rogo della Veggia Pasquetta che ogni anno il 6 gennaio apre il carnevale a Varallo in Piemonte). In molte parti d'Italia l'uso di bruciare o di segare un fantoccio a forma di vecchia (in questo caso pieno di dolciumi), rientra invece tra i riti di fine Quaresima.
In quest'ottica l'uso dei doni assumerebbe un valore propiziatorio per l'anno nuovo.
Un'ipotesi suggestiva è quella che collega la Befana con una festa romana, che si svolgeva all'inizio dell'anno in onore di Giano e di Strenia (da cui deriva il termine "strenna") e durante la quale si scambiavano regali.
La Befana si richiama pure ad alcune figure della mitologia germanica, Holda e Berchta, sempre come personificazione della natura invernale.
Secondo una versione "cristianizzata", i Re Magi, diretti a Betlemme per portare i doni a Gesù Bambino, non riuscendo a trovare la strada, chiesero informazioni ad una signora anziana. Malgrado le loro insistenze, affinché li seguisse per far visita al piccolo, la donna non uscì di casa per accompagnarli. In seguito, pentitasi di non essere andata con loro, dopo aver preparato un cesto di dolci, uscì di casa e si mise a cercarli, senza riuscirci. Così si fermò ad ogni casa che trovava lungo il cammino, donando dolciumi ai bambini che incontrava, nella speranza che uno di essi fosse il piccolo Gesù. Da allora girerebbe per il mondo, facendo regali a tutti i bambini, per farsi perdonare.

Fonte Wikipedia

lunedì 2 gennaio 2012

Da dove cominciare...

...ovviamente da tanti auguri di buon anno a tutti! Che tutti i vostri progetti possano realizzarsi, che godiate in primis di buona salute e abbiate tanta serenità!

La nostra prima metà di vacanze, dal 28 Dicembre, ci ha visti costretti a casa per malanni vari: otite, febbre, raffreddore ecc. Ora finalmente ci siano ripresi e ieri siamo usciti per respirare un pò di aria fresca e fare due passi per ridare un pò di colore ai nostri visi pallidi.

Durante la nostra dolorosa clausura per distrarci un pò abbiamo preparato dei biscottini con una nuova ricetta che utilizza farina di riso.



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