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lunedì 25 febbraio 2013

Gli additivi alimentari



Per definizione ed in base alla legge europea sono identificati come:


"qualsiasi sostanza normalmente non consumata come alimento in quanto tale e non utilizzata come ingrediente tipico degli alimenti, indipendentemente dal fatto di avere un valore nutritivo, che aggiunta intenzionalmente ai prodotti alimentari per un fine tecnologico nelle fasi di produzione, trasformazione, preparazione, trattamento, imballaggio, trasporto o immagazzinamento degli alimenti, si possa ragionevolmente presumere che diventi, essa stessa o i suoi derivati, un componente di tali alimenti, direttamente o indirettamente" (Direttiva del Consiglio 89/107/CEE). 


In poche parole una sostanza che viene aggiunta all'alimento, per un determinato fine, nel processo produttivo e che nulla ha a che fare con l'alimento originale anche se alla fine ce la pappiamo assieme!

In genere se ne distinguono tre categorie principali:

additivi per la conservazione della freschezza nel tempo

additivi che migliorano le caratteristiche sensoriali 


additivi tecnologici cioè che migliorano la lavorabilità degli alimenti nei processi meccanici di produzione.


Pensandoci un pò, neanche poi tanto, credo di aver ingerito una gran quantità di additivi nel corso della mia vita, già fin dalla tenera età.
Sono convinta che chi mi rifocillava fino alla mia indipendenza economica e familiare non si preoccupasse di leggere le etichette degli alimenti industriali, non in cattiva fede certo,  ma forse non c'era nemmeno l'obbligo di indicare tutti gli ingredienti in etichetta.
Forse anche oggi c'è qualcosa che viene aggiunto e non viene indicato...
Oltre a ciò mettiamoci anche la comodità del prodotto industriale bello e pronto sullo scaffale del negozio, rispetto al fatto in casa,  una vera rivoluzione, mentre la genuinità passava in secondo piano, oltre a essere falsamente esaltata dalla pubblicità.
Cioè: "lo sappiamo che questa merendina non è sana come la torta della tua nonna ma te lo facciamo credere!"

D'altra parte l'addizione è parte integrante dell'ottimizzazione del processo produttivo industriale che altrimenti non potrebbe raggiungere la perfezione del prodotto finito e ben confezionato: certo l'alimento non sarebbe esteticamente vendibile!

Quindi mi domando spesso: come posso evitare o tutelarmi io da questo?

Non posso affidarmi a chi dovrebbe farlo perché ormai non ci credo più...

Quindi che faccio?

Riduco drasticamente gli alimenti industriali;
Riduco i rifornimenti presso Super - Iper mercati
Leggo le etichette
Compro sfuso
Controllo la provenienza
Faccio domande e mi informo
Guardo chi è il fornitore, produttore, distributore

e traggo le mie conclusioni secondo il mio personale metro di misura.

Il primo metodo e più veloce: l'etichetta con meno ingredienti è quella vincente!

Lo sapevate poi che gli ingredienti sono trascritti in ordine di quantità?
Cioè dall'ingrediente predominante al quello con contenuto inferiore.
Mi spiego: se il prodotto è venduto come, per esempio, "Tale" alla fragola o "Tale" all'aloe ma questo ingrediente è all'ultimo posto vuol dire che ce n'è veramente una  piccola percentuale rispetto agli altri sul totale della composizione.

E voi cosa ne pensate?
Vi siete mai posti la questione?
O sono solo io la "maniaca"?

Qui sotto trovate un elenco degli additivi, che da tempo volevo procurarmi, da consultazione, per capire a cosa corrispondono le tanto storiche sigle che cominciano per "E".

giovedì 14 febbraio 2013

Olio di mandorla

Qualche tempo fa, QUI, vi raccontavo che la nostra famiglia ha scelto di fa parte di un Gruppo di Acquisto Solidale e vi avevo promesso di parlarvi dei prodotti che acquistiamo attraverso di esso e dei fornitori stessi.
Non l'ho ancora fatto ed oggi comincio perchè voglio parlarvi di una sostanza in particolare che ho utilizzato costantemente negli ultimi mesi.
si tratta dell' Olio di mandorla.


Olio di Mandorla della Fattoria della Mandorla
http://www.fattoriadellamandorla.it/

martedì 12 febbraio 2013

Dall'idea al costume da...

Fiore?
Primavera?
Fatina dei fiori?
Ninfa dei boschi?


Con un pò di fantasia, abiti che già abbiamo, qualche avanzo di stoffe e max pochi €
possiamo realizzare un  bel costume per Carnevale.

Cerchietto decorato e tutù realizzato con la tecnica dello scorso anno.
I fiori sono realizzati cucendo assieme 5 petali di pannolenci.





Una T-shirt decorata con fiori di pannolenci, perline e glitter-glue.
Una farfalla scovata tempo fa in un vivaio (per 1 Euro) cucita sulla schiena.



Trucco e parrucco e pronti per i festeggiamenti di Carnevale!!



venerdì 1 febbraio 2013

Un idea per un costumino di Carnevale...

Tanti piccoli fiorellini realizzati ritagliando avanzi di pannolenci di vari colori: cinque petali cuciti assieme per ottenere la forma di corolla.
Un metro di tulle verde,
glitter glue (colla con brillantini),
elastico,
Cosa ne uscirà?
To be continued...


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