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Chi siamo?


Innanzitutto una famiglia.

Poi questo blog nasce dal nostro desiderio di cambiare casa e stile di vita. 
Non è una situazione in cui ci siamo ritrovati improvvisamente, ma il frutto di un cammino ancora in corso.

Si, è sopravvenuta un'opportunità e un'occasione che abbiamo colto, un pò per caso, e da lì sono iniziati i sogni e progetti concreti.

Ristrutturare una casa quasi in montagna, valutare i pro e i contro, le nostre possibilità.

Conciliare una vita nella moderna società, fatta di corse contro il tempo, stress al lavoro in ufficio, in fabbrica, leggi dettate da consumismo di massa, scelte obbligate, con desideri e utopie totalmente e generalmente controcorrente.

Coltivare un orto per mangiare sano, imparare a sfruttare le risorse della Terra senza alterarne gli equilibri e nel rispetto delle altre forme di vita.
Imparare dalle esperienze di chi ci ha già provato con difficoltà ma anche con successo.

Vivere semplice ed insegnare ai propri figli a fare lo stesso, in un mondo che sembra andare in senso contrario, non è facile ma noi abbiamo deciso di provarci.

In lenta transizione verso qualcosa di migliore, siamo semplicemente noi.






Denise: "Quando ho deciso creare un blog, sull'onda delle emozioni e del vissuto di quel momento, avevo già in mente diverse idee sul contenuto dei post da pubblicare, tante cose da raccontare, da far vedere.
Il nome invece ci ha messo un po' di più a venir fuori.
Forse "Pachamama" non è proprio centrato con la nostra realtà ma avrei voluto parlare di Natura in termini quotidiani, famigliari, di cose semplici, senza spaziare in argomenti al di fuori della mia portata, così mi è saltato fuori "PachaMama".
Principalmente, per la sua traduzione letterale: "Madre terra".  Essere "madre" porta a pensare e vedere la vita in modo diverso da prima di diventarlo e poi la "Terra" considerata da sempre entità femminile madre di tutto ciò che è vivente da cui dipende la nostra vita."



Alcune info su Pachamama la dea venerata soprattutto dalle popolazioni andine (Inca) :


"Letteralmente Pacha Mama significa in lingua quechua “madre spazio tempo” o "madre universo".
Le cime dei monti sono i suoi seni, i fiumi il suo latte di vita e i campi sono il suo fertile grembo.


Pachamama dunque è la generosa Dea della fertilità e dell’agricoltura, madre nutriente che dà la vita, ma altrettanto può mostrare il suo lato crudele quando produce terremoti per ricordare ai suoi figli che devono sempre onorarla.

Pachamama ci riporta ad un tipo di spiritualità dove tutto è sacro e divino, la terra è sacra e così gli esseri viventi, in contrapposizione alla spiritualità di tipo trascendente che domina nelle culture di stampo patriarcale spesso accompagnate da un razionalismo e utilitarismo che pone il rispetto per l’ambiente e per gli animali tra gli ultimi valori,

Inoltre presso questi popoli cosiddetti “sottosviluppati” veneranti la Dea si nota un maggior rispetto per la terra ed un atteggiamento di maggior attenzione nei confronti delle donne, dei bambini, di tutte le categorie socialmente più deboli e gli anziani hanno un ruolo fondamentale nella società."

Tutto questo sinceramente mi piace molto.


E poi c'è il mito legato a Pachamama





"Pachamama aveva uno sposo (che era anche suo fratello), Pachakamac, e dalla loro unione nacquero due gemelli, un maschio e una femmina.
Come in altri miti andini, il padre morì oppure, secondo altre leggende sparì in mare e rimase prigioniero di un incantesimo in un'isola del litorale.
Pachamama rimase vedova e sola con i suoi figli. Sulla Terra regnava l'oscurità.
In lontananza videro una luce che seguirono salendo montagne, attraversando lagune e combattendo contro mostri.
Infine arrivarono in una grotta conosciuta come Waconpahuin, abitata da un uomo chiamato Wakon.
Questi aveva sul fuoco una patata e una pentola di pietra. Chiese ai due figli di Pachamama di andare a prendere l'acqua. I due tardarono e Wakon tentò di sedurre Pachamama. Vistosi rifiutato la uccise, divorò il suo corpo e mise i resti in una pentola.
I due gemelli tornarono e chiesero della madre.
Wakon non raccontò nulla e disse loro che sarebbe tornata a momenti, ma i giorni passavano e la madre non tornava.
Huaychau, uccello che annunciava l'alba, ebbe compassione dei due gemelli e raccontò la verità sulla loro madre, mettendoli in guardia del pericolo che correvano rimanendo con Wakon. I bambini allora legarono i capelli di Wakon ad una grossa pietra mentre questi stava dormendo e scapparono in fretta e furia.
Incontrarono una volpe, Añas, che dopo aver chiesto loro il motivo del loro fuggire, li nascose nella sua tana.
Nel frattempo Wakon si liberò e si mise in cerca dei gemelli. Incontrò dapprima vari animali a cui chiese se avevano visto due gemelli, ma nessuno seppe aiutarlo.
Incontrò, infine, Añas.
 Questa gli disse che i bambini erano in cima ad una montagna e che avrebbe potuto, una volta in cima, imitare la voce della madre in modo che i bambini uscissero allo scoperto.
Wakon si mise a correre affannosamente verso la cima e non si accorse della trappola che nel frattempo l'astuta volpe Añas gli aveva teso.
Wakon cadde da un burrone e, morendo, causò un violento terremoto.
I gemelli rimasero con Añas che li alimentava con il suo sangue.

Nauseati chiesero se potevano andare a raccogliere qualche patata.
Trovarono un'"oca" (Oxalis Tuberosa, un tubero simile alla patata) assomigliante ad una bambola, con cui giocarono finchè si ruppe un pezzo.
Allora i bambini smisero di giocare e si addormentarono.
Nel sonno la femmina sognò di lanciare il suo cappello in aria e che questo rimanesse sospeso senza ricadere.

La stessa cosa accadeva, nel sogno, ai suoi vestiti. Una volta sveglia raccontò il sogno al fratello.
 Mentre i bambini si domandavano il significato del sogno, videro in cielo una corda lunghissima. Incuriositi si arrampicarono e salirono.
Alla cima della corda videro il loro padre, Pachakamac, impietosito per le loro disavventure. Riuniti al loro padre, vennero trasformati nel sole e nella luna.

Per quello che riguarda Pachamama, essa rimase sempre in basso, assumendo la forma di un imponente nevaio chiamato, anche oggi, La Viuda (la vedova)."


Ho letto inoltre che proprio per il fatto di rimanere "in basso" è ed era venerata dalle popolazioni povere alle quali invece era proibito venerare "qualcosa" che fosse "in alto" cioè superiore ad essi.

Interessante vero?

6 commenti:

  1. Sono arrivata al tuo blog tramite Stima di danno, ho letto questa pagina e ti ringrazio: inizio la mia domenica con una bella storia in testa, e un incentivo in più a sognare.

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  2. Sono arrivata per caso e mi hanno molto colpito gli obiettivi e lo stile di vita: ti seguo perché è molto nteressante e "umano" quello che persegui. Complimenti. A rileggerci presto e Buon Natale all'insegna dell'etica e dei valori semplici e veri. Ciao!

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  3. Ciao ragazzi, ho cercato di capire di dove siete e non sono riuscito a trovare indicazioni...In quasi montagna dove? Bello il vostro blog, anche la bibliografia... Giovanni

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  4. Complimenti per il blog.
    Tra l'altro per me il titolo è evocativo. Ho viaggiato molto ma il Paese che mi è rimasto nel cuore è proprio il Peru.

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  5. alla famiglia alpina questo sito piace!!!!!!!!!
    complimenti!!!

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  6. Buongiorno,

    Grossetofiere Spa è una società a partecipazione pubblica con lo scopo della promozione, organizzazione e gestione di esposizioni e fiere nel territorio provinciale di Grosseto. Tra le fiere in programma per il 2013, abbiamo la 4^ edizione di “Giardini di Marzo”- mostra dedicata al florovivaismo e giardinaggio:22-23-24 marzo 2013.
    La nostra proposta è di estrema attualità e ben si inserisce in un tessuto produttivo del settore che in Maremma annovera oltre ad aziende blasonate, anche un vasto numero di piccoli e medi imprenditori.

    Vi scriviamo perchè nell'occasione della fiera Giardini di Marzo, sarebbe nostra intenzione organizzare un appuntamento con blogger, esperti, giornalisti del settore ed altre figure che possono essere interessate al tema del verde e alla comunicazione. E’ questa una fase conoscitiva nella quale vogliamo cercare di capire se c’è interesse tra le categorie sopracitate . Nel caso di una risposta positiva procederemo in seguito ad avviare la stesura di un progetto nel quale saranno definit temi, modalità e location del meeting.

    Allo stesso tempo sarebbe interessante da parte di tutti ricevere suggerimenti in merito agli argomenti che eventualmente potrebbero essere tratti durante questo incontro.


    Restiamo a Vostra completa disposizione presso:
    • la segreteria organizzativa di Grossetofiere Spa: tel 0564 418783, fax 0564 425278, info@grossetofiere.it, www.grossetofiere.it
    • l’addetto Stampa di Grossetofiere Spa: Sandro Cacciola sandrocacciola@grossetofiere.it 328 9593140

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